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I DS scatenati contro i giovani della Locride

Nessuno di noi è una Pecora

Alto dirigente dei DS querela Aldo Pecora di Ammazzatecitutti, il movimento contro la 'ndrangheta nato dopo l'omicidio Fortugno. Ma non finisce qui.
4 gennaio 2007 - Alessio Di Florio

Nel'ottobre 2005 l'omicidio di Francesco Fortugno, uno dei dirigenti calabresi della Margherita, scatena un'ondata di indignazione e protesta. In quei giorni scatta la gara di solidarietà verso la Locride e moltissimi papaveri ... altissimi esponenti delle Istituzioni fanno a gara nel dichiararsi vicini alla popolazione calabrese. Moltissime dichiarazioni chiamano a raccolta i giovani, li si invita a non arrendersi alla 'ndrangheta, a lottare per una Calabria migliore. Molto spesso le parole indignate dei politicanti cadono nel vuoto(quante volte dopo un grave incidente sul lavoro li sentiamo urlare 'non accadrà più'?), ma il problema è che alcune volte non è così. I giovani della Locride li prendono sul serio e scendono in piazza. Si mostrano in viso, con coraggio e determinazione, senza nessuna intenzione di fermarsi. In tutte le manifestazioni svetta uno striscione "E adesso ammazzateci tutti".

Ottobre/Dicembre 2006. E' passato un anno, i giovani sono ancora lì a manifestare, a contrastare la 'ndrangheta e a costruire un'alternativa per la Calabria(sul sito http://www.perlacalabria.it è disponibile un appello che tutti i cittadini sono invitati a firmare). Gli adulti? Le alte cariche istituzionali dove sono? Le amare parole di Mons. Bregantini, vescovo di Locri, sintetizzano tutto. "Ormai credo solo nei giovani, gli adulti mi hanno deluso. Hanno abbandonato la Locride"ha dichiara al settimanale Vita.
Passato il momento emotivo, passata l'onda mediatica gli adulti(quelli che ci stanno facendo diventare vecchi a forza di invocare i giovani mentre rimangono in pantofole) si sono ritirati e sono tornati ai loro affari quotidiani. Ma non tutti. Qualcuno ha continuato ad interessarsi alla Locride e all'indignazione popolare.

Nelle settimane successive all'omicidio Fortugno tutti invitavano e proponevano iniziative ai "ragazzi di Locri". I mesi sono poi passati e nessuno si è fatto più avanti. Nel frattempo i ragazzi si davano da fare, mettevano in piedi una comunità virtuale(http://www.ammazzatecitutti.org) e continuavano il loro impegno civile. La politica ufficiale, quella dei papaveri ... delle alte cariche istituzionali sembrava essersi dimenticata dei giovani della Locride. Almeno all'apparenza. Perché interessante è la storia che leggiamo sul loro sito. Storia di trame, tentacoli e interessi di partito. Nell'arco dell'intero anno passato in realtà i DS e le istituzioni calabresi(approfittando anche del cambio al governo nazionale) hanno organizzato delle iniziative. Ma nell'autoreferenzialità più totale. I "ragazzi di Locri" venivano rappresentati da esponenti della Sinistra Giovanile autonominati dai DS stessi. Si tentava quindi di appropriarsi per fini di bottega partitica della società civile calabrese. Mentre la stragrande maggioranza dei giovani si organizzava, qualcuno si faceva bello a Roma. Ma il gioco è bello quando dura poco. Il 7 dicembre il Movimento dei Ragazzi di Locri si ribella e denuncia la situazione in un duro comunicato stampa. Per tutta risposta Giuseppe Bova, presidente del Consiglio Regionale e grande manovratore di tutte le strumentalizzazioni politiche, querela Aldo Pecora e ammazzatecitutti.org e rilascia dichiarazioni che lasciano basiti.
Dietro ‘Ammazzateci tutti’ non ci sono i ragazzi di Locri. ‘Ammazzateci tutti’ e’ sinonimo di Aldo Pecora, giovane studente di Polistena e di pochi altri che operano sotto quella sigla. Come dire, fate largo, arrivano i professionisti. Che guarda caso sono tutti esponenti della Sinistra Giovanile calabrese, a partire da Annamaria Pancalli, nominata dai DS calabresi portavoce dei "ragazzi di Locri"(e su cui torneremo tra poco)
Aldo è oggi inquisito per il suo impegno contro la 'ndrangheta, attaccato dai poteri forti della Calabria(i dati sugli inquisiti nel palazzo regionale tutti possono visionarli) nel tentativo di isolare lui e il movimento dei "ragazzi di Locri". Sul sito http://www.ammazzatecitutti.org è possibile trovare tutti gli aggiornamenti della vicenda. Vicenda che è ben riassunta da un articolo di Martina Raschillà, che si firma semplicemente "19 anni, semplice ragazza che ha contribuito a far nascere i “Ragazzi di Locri”, in un articolo dell'11 dicembre su "Calabria Ora", articolo disponibile anche sul sito. Eccone alcuni passaggi significativi:

A Lamezia il 7 dicembre è stata confezionata un’iniziativa ai limiti della decenza, dove non era più possibile far finta di nulla e continuare a restare bendati.
“Locri… 1 anno”, questo il titolo dell’iniziativa. Lo abbiamo appreso dai giornali che il sindaco di Lamezia (Ds), assieme al Presidente del Consiglio regionale (Ds) e la giornalista Anna Rosa Macrì, incontravano in un Auditorium i ragazzi delle scuole lametine, che si sarebbero confrontati a loro volta con i “ragazzi di Locri”.
Quali ragazzi di Locri?
Facciamo un veloce giro di telefonate e ci rendiamo conto che, guarda caso, gli unici “ragazzi di Locri” che sarebbero andati all’incontro erano, guarda caso, ragazzi della Sinistra giovanile dei Ds.
[...]
Cos’ha fatto Annamaria? Ha osservato il lavoro degli altri.

Diciamo la verità, cara Annamaria: chi era ad organizzare le manifestazioni?

Non certo tu!
Eri animata da buoni propositi, ma sei sempre stata autoreferenziale, hai sempre voluto emergere a tutti i costi.
Semmai ci partecipavi alle manifestazioni, e davi il meglio di te quando eri a portata di obiettivo.
La prova è il famoso "megafono" che mi hai strappato dalle mani la mattina del 18 ottobre 2005, a Locri, davanti a Palazzo Nieddu. Ricordi?
Quella doveva essere una manifestazione silenziosa, di lutto, e tu hai richiamato, per meri fini personali, l’attenzione dei media con quel megafono che serviva esclusivamente per organizzare il corteo prima che partisse.
[...]
Cara Annamaria, mi spieghi come mai sul “Corriere della sera” hai rilasciato dichiarazioni a nome dei ragazzi di Locri firmandole come sinistra giovanile?
Non è la prima volta che in seguito alla tua presenza in feste di partito e varie altre manifestazioni di piazza organizzate dalla sinistra giovanile, sei stata presentata come: “responsabile e portavoce dei ragazzi di Locri”, “portavoce del forum Fo.Re.Ver.”, “portavoce degli studenti della Locride”.
Come spieghi tutto ciò?
Come mai i giornali, i blog e i siti internet non pubblicano i tuoi interventi e le tue partecipazioni “a titolo personale” come tu, invece, le definisci in altre interviste?
[...]
A che titolo la signorina Annamaria Pancallo rappresenta i “ragazzi di Locri” nella commissione “Scuola e Legalità” del Ministero della Pubblica Istruzione?
Annamaria siede su quella poltrona senza essere espressione dei “ragazzi di Locri”, di questo ne siamo certi.
Oggi non si può detenere il copyright dei “ragazzi di Locri”, ma SUL CAMPO DI BATTAGLIA “quelli di Ammazzateci tutti”, noi straccioni di Valmy dell’antimafia, da marzo fino ad oggi in Calabria ed in tutta Italia, con risorse zero, siamo riusciti a fare cose concrete. E quando si è risentito parlare di “ragazzi di Locri”, nel bene e nel male, è sempre stato grazie o per colpa di Aldo Pecora.
Mi sono sentita in dovere di raccontare questa storia a tutti quei politici che adesso ci sparano addosso ed a tutti quei calabresi che forse sognano di riprendersi la Calabria insieme a noi.

Riccardo Orioles è un giornalista come pochi ne sono rimasti sulla piazza. Memoria storica dell'antimafia civile continua oggi il suo impegno con la Catena di San Libero(http://italy.peacelink.org/sanlibero). Nel numero 347 si è occupato dei ragazzi di Locri. Ha solo voluto ricordare due precedenti. Due estratti(l'articolo integrale è disponibile sul sito http://www.ammazzatecitutti.org):

Tanti anni fa il Giornale di Sicilia - politicamente vicino ai cugini Salvo - ebbe la buona idea di pubblicare i nomi e i cognomi di tutti gli esponenti del Coordinamento Antimafia di Palermo, corredati dai rispettivi indirizzi di casa e da ogni altra utile indicazione. Aggiungendo che in realta' questi quattro fanatici - di cui vedi elenco nominativo - non rappresentavano nessuno e che il movimento antimafia in realta' non esisteva. [...]
Onorevole Fassino, se le parole di Bova (il "giudice ragazzino" di Cossiga: Livatino fu ucciso poco dopo) dovessero produrre danno, la responsabilita' morale, Lei comprende benissimo, sarebbe - per inadempienza - anche Sua.

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