Morti Bianche, Intervento del Sen. Euprepio Curto

«L’Ilva deve evitare la corsa al risultato»

“Oggi l’Ilva deve abbandonare una gestione burocratica della sicurezza dei lavoratori, guardando concretamente all’interno della vita di una fabbrica”
5 agosto 2007
Euprepio Curto

ILVA di Taranto “Sarebbe molto grave se, di fronte all’ennesima tragedia consumatasi all’interno dell’Ilva di Taranto, si riproponessero le stesse valutazioni e reazioni del passato. Esse si sono dimostrate inefficaci ad interrompere, o quanto meno a rallentare, un fenomeno che sta lastricando di lutti e dolore la strada percorsa da tanti giovani desiderosi di lavoro”. E’ questo l’esordio di un comunicato pervenuto dal senatore Eupreprio Curto che non risparmia dure parole nei confronti di politica, sindacati e azienda. “Al di là di un’impegnata produzione legislativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, il Parlamento non ha più strumenti reali per incidere sull’attività della fabbrica. Ha perso l’ultima opportunità qualche legislatura addietro quando fu impedito che sulle condizioni di lavoro all’interno dell’Ilva si istituisse una Commissione Parlamentare d’inchiesta”. Il sindacato invece, secondo Curto, tranne rare eccezioni, vive vita grama, caratterizzata da pochissima credibilità. La causa sta nell’anteporre gli interessi personali rispetto a quelli dei lavoratori. “Basti pensare allo scandalo di qualche anno fa dell’avvenuto riconoscimento dell’esposizione all’amianto a favore di sindacalisti che mai ne erano stati a contatto - prosegue il senatore - e della negazione dello stesso riconoscimento a lavoratori che invece ne erano stati esposti, contraendo anche gravi patologie. E poi c’è la grande azienda. “Un’azienda, l’Ilva, che deve fare molto di più nella consapevolezza del suo ruolo economico ma anche sociale”. Secondo Curto Riva ha avuto il grande merito di aver creato lavoro, sviluppo e profitti, al contrario di ciò che era avvenuto nei primi anni di vita dell’ Italsider con un massacro dei conti pubblici. “Oggi l’Ilva deve abbandonare una gestione burocratica della sicurezza dei lavoratori, guardando concretamente all’interno della vita di una fabbrica. Deve rimettere in discussione l’organizzazione piramidale del lavoro, depotenziando la folle corsa al mero risultato che attualmente ossessiona molti quadri intermedi impegnati ad accreditarsi con i vertici dell’azienda. E deve soprattutto ristabilire un clima di coinvolgimento positivo con tutti i soggetti operanti all’interno dello stabilimento”.

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