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Un intervento del presidente della commissione Ambiente della Provincia

Stasolla, Un doppio impegno su Registro tumori e inquinamento

Sul fronte delle cause bisogna impegnarsi perché i livelli di inquinamento diminuiscano sensibilmente e seriamente. Su questo tema le Istituzioni e i suoi sappresentanti devono lavorare insieme, senza distinzioni di sorta, con lealtà ed onesta verso il nostro martoriato territorio.
25 settembre 2007
Giuseppe Stasolla
Fonte: Corriere del Giorno

Danger Dioxin Waste “La questione ambientale della provincia di Taranto è questione abbastanza complessa poiché comprende in essa l’analisi delle cause e l’analisi degli effetti. Desidero partire dall’intervento del dott. Pezzella, Primario del Reparto di Oncologia all’Ospedale Moscati, innanzitutto per rivolgere, nei confronti del personale tutto di questo reparto, un meritato apprezzamento ed elogio, poiché esso veramente rappresenta una realtà d’avanguardia nel mondo, grazie alle alte professionalità che lo connotano ed al livello delle cure prestate, attraverso l’impiego dei cosiddetti farmaci intelligenti di nuova generazione.

Un reparto davvero eccellente, e lo dico per esperienza diretta appresa. Ma, ricordava giustamente il dottor Pezzella, non si può fare a meno di evidenziare il vuoto di un elemento molto importante, per il Territorio, che dall’analisi degli effetti (negativi) possa risalire alle relative cause. Mi riferisco al Registro Tumori della Provincia di Taranto. Uno strumento importantissimo per monitorare statisticamente questa delicata problematica che, purtroppo, ancora oggi non è operativo. Nella mia qualità di presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Taranto ho cercato, insieme all’Assise, di svolgere un’indagine sui perché della non-operatività del Registro tumori a Taranto.

Ho invitato in audizione il professor Giorgio Assennato, direttore generale dell’Arpa Puglia, L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Da quell’incontro ho percorso, a ritroso, l’ostacolato cammino del Registro ed ho appreso che i principali problemi sono costituiti da una gestione delle cartelle cliniche ancora priva di un sufficiente profilo informatizzato, necessario per i dati del registro, e dall’impossibilità di monitorare il fenomeno della cosiddetta mobilità sanitaria, cioè di quei pazienti che vanno fuori Regione a farsi curare malattie tumorali e di cui si perdono le tracce, da un punto di vista del monitoraggio statistico.

Ho dunque indirizzato la mia iniziativa verso la Asl, dove, a dire il vero, ho trovato l’immediata disponibilità del nuovo direttore generale. Il dott. Colasanto, infatti, pur se insediatosi da poche settimane ha evidenziato una serie di elementi dai quali ho appresso che la questione è a lui ben nota. Egli, infatti, insieme ai collaboratori della struttura incaricata al registro, in particolare il dott. Minerba, sta seguendo con attenzione un percorso di collegamento in rete con il livello sanitario regionale, quale soluzione per superare le criticità emerse. Fondamentale è apparso, infatti, che le dinamiche provinciali di monitoraggio siano in rete con i quadri di report regionali.

L’attuale management dell’Asl ionica appare dunque pienamente consapevole dell’importanza e della necessità di dare corso, con la opportuna tempestività, alla realizzazione del Registro dei Tumori a Taranto e, per il raggiungimento dell’obbiettivo, ha manifestato ampia disponibilità a lavorare insieme per realizzare opportune sinergie.

Come commissione ambiente, seguirò attentamente il prosieguo di questa iniziativa, perché si arrivi al più presto ad avere a Taranto il Registro dei Tumori. Sul fronte delle cause, invece, bisogna impegnarsi perché i livelli di inquinamento diminuiscano sensibilmente e seriamente. Su questo tema le Istituzioni e i suoi sappresentanti devono lavorare insieme, senza distinzioni di sorta, con lealtà ed onesta verso il nostro martoriato territorio.

Nei prossimi giorni mi attiverò perché la Commissione Ambiente possa essere il luogo dove, insieme al presidente Gianni Florido, all’assessore all’Ambiente e al Professor Assennato, si affrontino i temi della nostra attualità; mi riferisco alla questione “diossina” ed alla larga problematica connessa alle emissioni della grande industria, quale ad esempio la recente “nube”.

La provincia e l’Arpa devono, insieme, individuare una modello di gestione e controllo del Territorio che consenta uno svolgimento regolare delle dinamiche produttive e industriali ma anche, soprattutto, garantisca livelli di salute accettabili per le sue popolazioni. I recenti stanziamenti di dotazioni finanziarie per il potenziamento delle attività dell’Arpa sono un primo importante passo in questa direzione, ma molto e altro ancora bisogna realizzare.

Gli Enti Locali, insieme, devono individuare un modello di informazione e di proposta sostenibile da avanzare al Governo e al Dicastero dell’Ambiente”.

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