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La missiva di una Tarantina indirizzata all'Assessore Regionale all'Ambiente Michele Losappio

Assessore Losappio, quali sono tempi della Politica?

A Taranto siamo vittime di una Seveso cronica con oltre 10 chilogrammi di diossine prodotte. Dopo l'intervento del Presidente Vendola, la cittadinanza si aspetta che sia Lei a fare il prossimo passo senza indugiare oltre.
27 settembre 2007
Melissa Fiume

Spett.le Assessore Losappio,

ILVA di Taranto Le scrivo da Taranto, la città che più di altre attende di veder applicati, da parte Sua, interventi seri e mirati alla salvaguardia della sicurezza e della salute. Oggi più che in passato. Come be sa, infatti,solo pochi giorni fa, è stata resa pubblica la relazione di Arpa Puglia a seguito della campagna di monitoraggio all'interno dell'impianto di agglomerazione dell'impianto Ilva di Taranto. Avrà letto i dati emersi dai campionamenti che hanno fatto registrare circa 119 grammi di diossina prodotta all'anno.

Cifre da capogiro.

Provi a moltiplicare questo dato per gli anni della produzione dell'agglomerato e scoprirà che a Taranto siamo vittime di una Seveso cronica con oltre 10 chilogrammi di diossine prodotti. Attendevamo impazienti che il suo Assessorato esprimesse parole di solidarietà alla popolazione tese a tranquillizzare un'opinione pubblica smarrita e sgomenta. Invece è seguito un silenzio preoccupante.

Anzi un commento credo di ricordarlo:"Per noi l'Ilva è a norma", sono stare le sue parole. Ma le pare che una legge iniqua come quella sulla diossina possa essere liquidata in questo modo?

La politica DEVE dare esecuzione alle raccomandazioni contenute nel documento di Arpa Puglia. La politica DEVE privilegiare una logica capace di tutelare l'interesse pubblico, la dignità e la salute dei cittadini.

Il Presidente, Nichi Vendola, ha lanciato un primo segnale inviado una lettera al ministro Pecoraro Scanio per chiedere ufficialmente l'adeguamento della legge italiana alla normativa europea che, mi preme ricordarlo, è ben più restrittiva di quanto riportato nulla stessa.(il limite più severo è pari a o.1 e non 0.4 nanogrammi a m3 ).

La cittadinanza si aspetta che sia Lei a fare il prossimo passo senza indugiare oltre.

La ringrazio per l'attenzione e per la risposta che vorrà fornirmi.

Melissa Fiume
Taranto

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Qui di seguito riportiamo un'altra lettera pubblicata da Tarantosera:

Egregio direttore,
è davvero sconcertante il silenzio delle Istituzioni che regna intorno al continuo inquinamento dell’aria da parte delle grandi industrie che insistono sul territorio della nostra città. Alcuni giorni o sono, una nube tossica ha mandato in ospedale per un principio di intossicazione molti cittadini attraversando il cielo su alcuni quartieri di Taranto.

Ad intervenire per accertare le responsabilità ed eventualmente, procedere ala relativa denuncia penale ancora una volta è stato il benemerito magistrato Francesco Sebastio. E nessun altro. Sono note le tante battaglie condotte dal dottor Sebastio contro chi inquina l’aria che respiriamo, manifestatasi a causa di gravi malattie all’apparato respiratorio e di tumori ai polmoni.

Noi stessi abbiamo potuto apprezzare quando avevamo la responsabilità nell’ambito della circoscrizione Tamburi-Croce-Lido Azzurro l’efficace opera di condanna del magistrato tarantino nei confronti di coloro che sono “padroni” delle fabbriche inquinanti.

Gli rendiamo merito e gratitudine e lo rifacciamo pubblicamente anche oggi. Nella speranza che egli venga finalmente affiancato nelle sue battaglie giudiziarie da chi ha per legge il dovere di intervenire a salvaguardia della salute dei cittadini.

Antonio Citrea
Taranto

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