Napolitano: sull’ ILVA, sbagliai , non dovevamo costruirla al Sud
Giorgio Napoletano si pente.
“Ho peccato anch’io”, ha detto ai bambini incontrati durante la premiazione del concorso “Immagini della terra”. Il capo dello Stato ha raccontato di aver sbagliato, negli anni di 50, a sostenere che “per creare posti di lavoro, specialmente nel Mezzogiorno, la strada maestra fosse quella di costruire fabbriche. In questo senso ho peccato anch’io: mi ricordo che mi diedi da fare e partecipai a delle battaglie perché si costruisse il grande impianto siderurgico a Taranto”. Il presidente è tornato su quella pagina della storia industriale del sud: ci aveva già raccontato, quando nel 2002 si ventilò l’ipotesi della dismissione dell’Ilva, ex Italsider,come andò all’epoca. Napolitano era responsabile delle politiche meridionali del Pci e caldeggiava la costruzione dell’impianto in Puglia contro l’ipotesi di realizzarlo al Nord. Giorgio Amendola, invece, “era diffidente verso i grandi impianti di base e li chiamò cattedrali nel deserto”. Al momento di decidere prevalse la posizione favorevole sll’impianto, sostenuta dalla CGIL oltre che da Napolitano. “Amendola non si oppose. E se guardiamo storicamente a queste posizioni oggi possiamo dire che aveva elementi di ragione”. Napolitano, in quell’intervista concludeva, sottolineando il ruolo importante svolto dall’indotto creato attorno all’Italsider. “Sarebbe folle dimettere l’ilva. Le trasformazioni del mercato hanno ridimensionato il settore dell’acciaio, ma non è vero che non ci sia più bisogno di quello prodotto a Taranto”.
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