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Parchi Primari: L’ing. Riva, vorrebbe venderci fumo per arrosto.

Una rete di contenimento per le "polveri pesanti"

"Ma quando mi si dice che una riduzione del 50 per cento del quantitativo di "polveri pesanti" si otterrebbe ponendo una sola rete, anche se alta 21 metri e non 15, la mia mente viene invasa da un pensiero cattivo..."
2 novembre 2007
Michele Lazzaro
Fonte: Corriere del Giorno

Mio caro Direttore,
Parchi Primari Prima di iniziare sento comunque il dovere di puntualizzare (ancora una volta) la mia posizione. Sono un cittadino qualsiasi, un "ex italsiderino" che sino a poco più di una decina di ani fa, svolgeva il suo lavoro giornaliero che lo portava ad avere compiti di responsabilità operativa in quella parte dello Stabilimento che va sotto il nome di "Parchi Primari".

Ora si parla, ancora una volta, di progetti tendenti ad eliminare, o quanto meno limitare il quantitativo di "polveri pesanti". Ora, dall’incontro ufficiale avutosi tra Ilva, Parti Sociale Politiche, mi giunge un’informazione secondo cui il problema delle "Polveri pesanti", verrà affrontato e risolto, per il 50 per cento, ponendo al confine dello Stabilimento, una rete alta 21 metri e lunga 1600 metri. Considerando che la superficie operativa dei Parchi si estende su un’area complessiva larga 400 metri e lunga 1000 metri,suppongo che si voglia circuire quella parte esterna dei Parchi confinante con il centro abitato.

Penso altresì che si procederà ad un innalzamento della originaria murata di recinzione e se penso male, me lo dica qualcuno che ne sa di più, oppure come al solito, attenderò che si esprima il tempo!!! La cosa mi lascia un po’ perplesso mio caro Direttore, perché approfittando delle informazioni fornitemi dal mio prezioso amico e tuo valido collaboratore Michele Tursi, giusto il 19 ottobre dello scorso anno, io sapevo che già nel "lontano" dicembre del 2003, una nutrita e competente Commissione composta da tecnici del CNR di Bari ed illustri docenti Universitari delle Facolta di Ingegneria e Scienze Ambientali, aveva esaminato il caso ed aveva esposto il suo competente parere, affermando che, "dei vantaggi apprezzabili", si sarebbero potuti ottenere ponendo delle reti longitudinali aventi altezza minima e distanza massima dalla base dei cumuli pari alla quota degli stessi, coadiuvate da barriere arboree opportunamente studiate.

Riassumendo, ponendo sei reti (con porosità del 50 per cento), con una estensione da 1000 metri ciascuna, di cui cinque alte 15 metri (Parco 1; parco 2-3; parco 4; parco5; parco 6-7 perché su queste zone tale era l’altezza massima dei cumuli) ed una alta 12 metri ( parco 8 che come zona più vicina alla città, presentava questa limitazione) si sarebbero avuti, ripeto, "dei vantaggi apprezzabili" con l’ausilio di barriere arboree. E’ evidente che questa proposta non può essere realizzata, perché renderebbe impossibile le attività operative delle macchine dei Parchi Primari.

Ma quando mi si dice che una riduzione del 50 per cento si otterrebbe ponendo una sola rete, anche se alta 21 metri e non 15, la mia mente viene invasa da un pensiero cattivo, mio caro Direttore, perché mi sembrerebbe come se l’ing. Riva, volesse vendermi fumo per arrosto.

Ciao Direttore, ti invio un caro saluto.

Dott. Michele Lazzaro

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