Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Sul raddoppio della raffineria di Taranto: «Intesa solo con benefici certi»

Vendola: «Firmo se l'Eni dà garanzie»

«Gli industriali non scherzino con queste cose perché parliamo di una città in sofferenza Abbiamo o no il diritto di procedere con cautela e vedere le carte? Penso che utilizzare la logica del prendere o lasciare sarebbe cosa poco seria Siamo invece disponibili al confronto»
30 dicembre 2007
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- BARI — Due giorni fa il presidente di Confindustria Puglia, Nicola De Bartolomeo, ha messo con le spalle al muro la Regione accusandola, in tema di energia, di non rispettare gli impegni presi e di non essere in grado di passare dalle parole ai fatti.

Ieri la replica del governatore Nichi Vendola che dell'investimento dell'Eni a Taranto (un miliardo destinato al raddoppio della raffineria Agip) sembra non essere uno degli sponsor più accaniti. «Gli industriali non scherzino con queste cose - ha detto Vendola in occasione della conferenza stampa di fine anno - perché parliamo di Taranto, una città in sofferenza. L'impresa ci ha proposto il raddoppio dell'impianto immaginando una riduzione dell'inquinamento del 35 per cento. Abbiamo o no il diritto di procedere con cautela e vedere le carte? Vivere nella logica del prendere o lasciare sarebbe cosa poco seria».

Uno dei primi a lanciare l'allarme era stato il presidente della Confindustria jonica, Luigi Sportelli, che già la prossima settimana sarà a Roma per confrontarsi con la multinazionale dell'energia. A quanto pare lo stesso management guidato da Paolo Scaroni non ha gradito le lungaggini burocratiche a cui si sta sottoponendo l'autorizzazione. Un fattore penalizzante che dirotterebbe le risorse verso altri Paesi.

«Non ci sarà una trattativa privata tra la Regione e l'Eni - ha proseguito Vendola - , ma un percorso in cui intervengono istituzioni locali, associazioni di categoria, sindacati e la società civile. Non si può dire che siccome c'è un investimento di un miliardo devo rilasciare una firma in bianco. Il nostro non è un atteggiamento luddista, ma di grande disponibilità. Ci sia consentito però di validare il progetto».

Le criticità del piano Eni, che prevede anche la costruzione di un oleodotto Nola- Taranto-Brindisi, riguardano appunto le emissioni. Secondo l'assessore all'Ambiente, Michele Losappio, ci sarebbero dubbi sulla crescita di inquinamento da Co2. Inoltre, il 70 per cento dell'energia prodotta dall'impianto interno a turbogas sarebbe destinato alla vendita (in pratica l'investimento in parte si ripagherebbe).

«Se il raddoppio dell'Eni fosse il raddoppio del carico inquinante ha concluso Vendola - non ci sarebbe storia. Se fosse accompagnato da una secca diminuzione dei fattori inquinanti metterei la mia firma. Ripeto: non si può scherzare su queste cose».

Più concreto il parere di Ludovico Vico, deputato jonico del Pd, che individua in questo investimento uno snodo essenziale per l'economia nazionale. «Non è concepibile bloccare l'iniziativa - afferma Vico - o accettare le parole dell'assessore Losappio. Non è con l'invito a temporeggiare che si risolvono i problemi, né tantomeno si aiuta la città. C'è una cabina di regia ministeriale. Tutti lavorino per agevolare la formualzione del parere». Per il presidente della Provincia, Gianni Florido, la discussione va portata su un altro binario.

«Abbiamo partecipato a riunioni interlocutorie - dice Florido - e sembra che l'impatto ambientale si in fase di riduzione. La Provincia ha posto all'azienda 18 quesiti. Inoltre, credo che si debba aprire una via sociale per Taranto. L'Eni e lo Stato dovrebbero lavorare per trasferire alla città royalty sull'accisa carburanti e far pagare quanto quello normale il diesel "blu" meno inquinante. Al termine delle Feste dovremo far ripartire l'iter di confronto».

Se gli imprenditori spingono perché si attivi l'indotto (c'è un consorzio di 20 aziende capeggiate da Serveco, Nardoni Lavori e Cemit), i sindacalisti non si oppongono, ma chiedono all'azienda di aprire anche a relazioni industriali più chiare. «Da parte nostra sostiene Gino D'Isabella, segretario della Camera del Lavoro (Cgil) di Taranto - non c'è un muro, ma vogliamo esaminare il merito dell'investimento che non può essere calato dall'alt ».

«Il progetto Eni - aggiunge Franco Sorrentino segretario generale della Uil Taranto rientra tra i nove siti industriali della città. Dal punto di vista tecnico attendiamo risposte, non è una presenza aggiuntiva come quella della Gas Natural che si vorrebbe imporre. Su quest'ultima iniziativa c'è in nostro no fermo. In caso contrario daremo battaglia».

Sulla vicenda interviene, infine, Angelo Cera, capogruppo Udc alla Regione. «Il livello di affidabilità della giunta Vendola è molto basso, come conferma anche il presidente della Confindustria regionale a proposito degli impegni assunti prima e disattesi subito dopo a proposito del piano presentato dall'Eni».

Articoli correlati

  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
  • Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale
    Citizen science
    Raffronto fra la mortalità dei quartieri più inquinanti di Taranto e la mortalità regionale

    Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale

    Dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi.
    L'eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.
    L'intervallo di confidenza considerato è del 90%.
    13 maggio 2021 - Redazione PeaceLink
  • Pace
    Ci costituiamo in base all'art. 11 della nostra Carta Costituzionale: "L'Italia ripudia la guerra"

    Documento del Comitato per la Pace di Taranto

    Sabato 26 febbraio saremo in presidio a Taranto esprimendo la nostra preoccupazione per l'escalation militare. Chiediamo all'Italia e all’Europa di adoperarsi diplomaticamente per evitare il conflitto. Diciamo no all'estensione della Nato all'Ucraina e a nuove armi nucleari Usa in Europa.
    21 febbraio 2022 - Comitato per la Pace di Taranto
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)