Inquinamento: ai tarantini non resta che andar via

"Per far sì che nel sangue dei tarantini non ci sia più traccia di diossina, bisognerebbe chiudere l’Ilva e la raffineria e mandare a casa migliaia di lavoratori salariandoli fino a quando non si avviano sulle aree in questione nuove attività non inquinanti".
12 marzo 2008
Giovanni Spaventa
Fonte: Corriere del Giorno

- Il problema della diossina a Taranto ed i dati allarmanti, impongono di pensare ad un esodo di massa in un futuro prossimo da Taranto verso altri “lidi”. La questione si pone non tanto per gli anziani residenti ma per i loro figli.” “Quale genitore tarantino è o sarebbe così incoscinte da far avvelenare ed ammalare il proprio figlio senza muovere un dito per scongiurarlo?” Come giustamente scrive l’associazione tarantina “Obiettivo salute” sulla propria rivista. Di dita ne sono state mosse parecchie ma nulla o pochissimo è stato fatto. Ma questo era ed è scontato, perché per far sì che nel sangue dei tarantini non ci sia più traccia di diossina, bisognerebbe chiudere l’Ilva e la raffineria e mandare a casa migliaia di lavoratori salariandoli fino a quando non si avviano sulle aree in questione nuove attività non inquinanti. Sembra una utopia di quelle grosse, certo!, siccome fino ad oggi non è stato scoperto un sistema filtrante tale da ridurre al minimo od azzerare completamente il tasso di tossicità dei fumi e scorie, l’unica risoluzione sarebbe quella di chiudere battenti. Non illudiamoci, scappate prima che sia troppo tardi. Le statistiche parlano chiaro : l’Ilva da sola emette, sul totale delle emissioni derivanti dagli Impianti industriali, ben il 93% degli Ipa, il 40% del C6H6, il 73,5 % del CO, il 13,9% degli SOx ed il 10% degli NOx ( dati forniti dal “dossier Mal’aria di Legambiente - gennaio 2008.) L’art 32 della Costituzione Italiana parla chiaro … ma non sempre viene applicato. Dr. Giovanni Spaventa Castellaneta

Perchè non si fa come a Genova?
A Genova le autorità sono riuscite a suo tempo a costringere l’Ilva a trasformare il ciclo dell’acciaio da caldo a freddo (cioè facendo a meno degli altoforni). Genova era nelle stesse condizioni di Taranto. Solo che lì i politici, il presidente della Regione, il sindaco di Genova e altri hanno risolto a suo tempo la questione. Tutto è spiegato nell’articolo del Sole 24 Ore dell’altro giorno. Perchè non è possibile fare la stessa cosa a Taranto? Perchè a Taranto mancano i politici che contano, perchè a Taranto c’è indifferenza diffusa dei cittadini. Perchè le persone che dovrebbero difendere la città sono le prima che vanno a chiedere favori alla controparte. Le associazioni e i movimenti sono numerose, ma ognuna opera per proprio conto, non si uniscono, non si rendono visibili al pubblico, non è nemmeno possibile contattarle perchè non hanno un telefono, un sito. Giovanni Palladino

Articoli correlati

  • Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto
    Citizen science
    Un esperimento di citizen science per il controllo dell'inquinamento industriale

    Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto

    La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
    8 agosto 2026 - Antonio Poggi
  • Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati
    Ecologia
    Altri cento milioni di euro a ILVA spa in Amministrazione straordinaria

    Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati

    E' stata richiesta all'Associazione PeaceLink una memoria con le osservazioni all'ultimo decreto legge del Governo. Si allega a questa pagina web il testo che abbiamo elaborato per i deputati della Commissione Finanze.
    29 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Non poteva continuare così, si doveva fermare
    Taranto Sociale
    Cosa ci ha mosso di così grave da affrontare una causa che avremmo potuto perdere?

    Non poteva continuare così, si doveva fermare

    Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.
    29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli
  • "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"
    Ecologia
    Alcune precisazioni sul decreto dei magistrati di Milano

    "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"

    Il parere dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano (associazione Genitori Tarantini) sul decreto della Corte d’Appello di Milano che impone il fermo delle emissioni nocive alla salute dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto entro 90 giorni
    27 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.8.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)