Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

La segnalazione di Peacelink a Taranto, fatta a fine febbraio, era giusta

Taranto, latte alla diossina. Secondo la Regione "il caso è isolato"

Scatta la verifica sulle altre aziende zootecniche della zona, che sono una quindicina. Non è in vendita il latte alla diossina di Taranto. Né avrebbe potuto venderlo l´allevatore che portava il suo gregge a pascolare nei pressi della zona industriale.
22 marzo 2008
Piero Ricci
Fonte: Repubblica, Cronaca regionale

- Non è in vendita il latte alla diossina di Taranto. Né avrebbe potuto venderlo l´allevatore che portava il suo gregge a pascolare nei pressi della zona industriale del capoluogo jonico: la Asl non gli ha mai rilasciato l´autorizzazione alla vendita del latte e di suoi derivati. Pecore e capre erano allevate per essere destinate alla macellazione. Ora, alla vigilia di Pasqua, quando è facile che s´impenni la corsa alla masseria per l´acquisto di carne "genuina", dal produttore al consumatore, per quell´allevamento, a Statte, non c´è scampo: la Asl jonica ha già disposto il fermo sanitario.

Alla conferenza di servizi, convocata con urgenza alla Regione Puglia, c´erano tutti: il governatore Nichi Vendola, gli assessori regionali Alberto Tedesco (sanità), Enzo Russo (agricoltura), Michele Losappio (ambiente), Massimo Ostillio (turismo). Poi il prefetto di Taranto, Alfonso Pironti, il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, il direttore generale della Asl, Mimmo Colasanto, il direttore generale dell´Arpa, Giorgio Assennato.

Il vertice in un paio d´ore ha verificato e accertato che quello scoperto è un caso isolato. Tira un sospiro di sollievo, il governatore: «Non c´è emergenza. Non siamo in provincia di Caserta. La produzione di latte e derivati nelle aziende del tarantino è assolutamente normale».

Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia

Ma l´allarme diossina non era una bufala. La segnalazione di Peacelink a Taranto, fatta a fine febbraio, era giusta. Lo hanno ammesso gli stessi tecnici della Asl. Solo che le analisi commissionate dall´associazione ambientalista tarantina a un laboratorio privato di Lecce, non potevano avere il crisma dell´ufficialità.

Quello è arrivato mercoledì sera, con i risultati delle analisi fatte dall´Istituto zooprofilattico di Teramo sui campioni di latte e formaggio prelevati dal servizio veterinario della Asl il 13 marzo scorso nello stesso allevamento dove s´era rivolto il volontario di Peacelink. Non è stato l´unico campione prelevato. I veterinari della Asl jonica hanno bussato anche a un´altra azienda zootecnica della zona. Ma in questo caso l´esito delle analisi è stato negativo: latte e mozzarelle non erano "inquinati" da diossine. La ragione sta nel fatto che in questa azienda, per l´alimentazione degli animali si usano mangimi e non si fa ricorso al pascolo libero.

Circoscritto l´allarme, isolato il focolaio, ora comincia un lavoro di verifica sul bestiame per capire se dev´essere vietata la vendita anche per la macellazione. Dalla Asl, comunque, assicurano che la situazione è monitorata.

Ora, però, bisognerà fare le verifiche sulle altre aziende zootecniche della zona. Sono una quindicina. Vendola insiste: «Non si tratta di un´emergenza», anche se rivela di aver chiesto «un aiuto anche all´Istituto superiore di sanità».

- Poi rilancia e punta dritto all´Ilva, perché dagli allevamenti osservati, i camini del siderurigico si vedono eccome. «I livelli di diossina emessi dall´Ilva devono calare, si deve passare dal 4,5% di emissione globale all´1%. Daremo anche impulso alle attività di bonifica nel sito di interesse nazionale di Taranto». La caccia all´untore, tuttavia, non porterebbe comunque da nessuna parte. Assennato è cauto: «Aspettiamo per comprendere con esattezza le sorgenti industriali e non industriali responsabili di questi superamenti che sono estremamente localizzati».

Perché non c´è solo un problema di diossina. Il direttore generale dell´agenzia regionale per la protezione dell´ambiente, avverte della presenza del pcb, il policlorobifenile i cui eccessi «non derivano dai fumi, dai camini industriali, ma dall´uso negli anni, ora per fortuna non più esistenti, di questi composti nei trasformatori per i quali, in alcune aree adiacenti l´area industriale tarantina, possono esserci degli effetti». Latte, mozzarelle e pranzi pasquali, per ora, sono salvi.

Articoli correlati

  • Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"
    Ecologia
    Gli è stato appena assegnato un premio giornalistico per la libertà di stampa

    Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"

    In questo videomessaggio l'autore della puntata "La polvere negli occhi" su Raitre ha dichiarato: "Voglio manifestare la mia vicinanza ai cittadini che soffrono. Sono qui a dare il mio pieno appoggio alla manifestazione che si terrà il 22 maggio a Taranto alle ore 17 in piazza Garibaldi"
    18 maggio 2022 - Alessandro Marescotti
  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
  • Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale
    Citizen science
    Raffronto fra la mortalità dei quartieri più inquinanti di Taranto e la mortalità regionale

    Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale

    Dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi.
    L'eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.
    L'intervallo di confidenza considerato è del 90%.
    13 maggio 2021 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)