Vendola: «Bonificheremo l’area inquinata, costi quel che costi»
Scalda un piazza infreddolita e semivuota il presidente della Regione - reduce da Manduria e diretto a Massafra - che passa da Taranto e rilancia i temi del giorno. La sanità, l’ambiente, i bambini, il dissesto, le torri Ania, la qualità di una vita urbana che ogni giorno di più assume l’aspetto di una «palude infernale». Nichi Vendola non misura la folla e parte spedito, anticipato da alcuni candidati e da un sindaco che si piega di fronte al dramma di «un bambino tarantino per il quale non si riusciva a trovare un posto in Chirurgia Toracica, prima di approdare a Bari. La sofferenza va in scena ogni giorno in questa città - spiega Stefàno - un giovane che si uccide forse perchè non tutte le istituzioni hanno fatto sino in fondo il loro lavoro... una famiglia che da sette giorni vive in un’automobile...». L’Arcobaleno stenta a stagliarsi su piazza della Vittoria. Qualcuno comincia a vedere lontani i giorni del plebiscito municipale, quando Vendola e Stefàno gremirono gli spazi ed esultarono di fronte al popolo di quella sinistra che non avrebbe aderito al Pd. Altra battaglia, comunque. E altro clima, verrebbe da dire, visto il freddo di una serata di aprile che sorprende ed obbliga a casa. Ma i temi ci sono. Quelli sì, come i problemi che sul palco diventano polemica. Vendola attacca sul fronte Iacp, ricordando la vicenda Ania chiusa nei giorni scorsi, e se la prende con Fitto, Di Cagno Abbrescia, contro «la Destra distratta da altro, per anni, senza affrontare sino in fondo il nodo ambientale, senza che in Regione la vecchia Giunta adottasse un provvedimento che fosse mirato». Nella mente di Vendola ci sono i bambini di Taranto, con i quali è pronto a brindare («un bicchiere di latte») l’anno prossimo, nel primo giorno di primavera, «quando verificheremo se sul fronte delle emissioni, tutte le emissioni, di tutte le aziende, avremo compiuto significativi passi in avanti. Se non sarà così, vorrà dire che metteremo un marchio su tutte le fabbriche ammazzabambini. E faremo le barricate, con i piccoli e i loro papà. Operai al mio fianco». L’Arcobaleno infreddolito applaude. Poi, subito, pugni in tasca, ascoltando per capire e poi diffondere. Come una volta nel militante porta a porta, il confronto diretto «prima che la tv annoiasse e girasse attorno ai problemi reali». Ci sono i bambini di Taranto nella mente di Vendola. C’è quel corteo di sorrisi, c’è la voglia di respirare e vivere meglio. «Oggi pomeriggio (ieri, ndr) con il ministro Pecoraro Scanio abbiamo valutato sino in fondo l’impatto ambientale su Taranto: analisi globale. Basta con la parcellizzazione azienda per azienda. L’area da bonificare è una e una sola. Ampia, come avvenuto a Brindisi. E c’entrano tutti. Su Taranto porterò un risultato. Costi quel che costi». In piazza risuona “Bella ciao”. «Canzone del futuro», parola del compagno Nichi. Governatore che non dovrà tradire i bambini.
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