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Il Pil comprende anche aspetti negativi come l’inquinamento

Il punto cruciale è “sviluppo sì, ma sostenibile”. Non è un caso che gli Stati che programmano e usano mezzi e ricchezze per uno sviluppo sostenibile siano democrazie! Creano ricchezza e posti di lavoro salvaguardando l’ambiente e la salute dei cittadini.
18 aprile 2008
Lara Polidori
Fonte: Corriere del Giorno

- L’acronimo “PIL” a Taranto ha lo stesso significato che ha a Vapi e a Linfen? A Vapi, in India, il cromo, il mercurio, il piombo, il cadmio, il policloruro bifenile sono solo alcuni dei cinquanta composti chimici che avvelenano il suolo. E a Linfen, in Cina, i residenti lamentano crisi di soffocamento serali e - soprattutto - notturne a causa delle emissioni di diossina e di polveri sottili e pesanti.

A Taranto, in Italia, è lo stesso! Però la manifestazione svoltasi a Taranto il 29 marzo c.a. - contro chi inquina e contro “chi NON-DECIDE al riguardo” - ha dimostrato che il cittadino italiano, residente a Taranto o nell’area jonica, vuole esercitare sì i suoi diritti, ma anche e soprattutto i suoi doveri di responsabilità verso le attuali giovani generazioni e quelle future.

Il 29 marzo tarantino, creato e sostanziato dalla società civile, ha plasticamente raffigurato quanto già si è capito negli ultimi venti anni e quanto si sta - purtroppo ancora - capendo nel corso dell’ultimo quinquennio: le bugie sulla condizione economica di una società hanno provocato il fallimento del comunismo, ma le mistificazioni e le bugie raccontate sull’ambiente potrebbero far cadere il capitalismo.

Infatti in tutte quelle realtà dove i politici non hanno saputo cogliere le istanze provenienti dal basso, soprattutto in materia ambientale, il meccanismo di fiducia tra elettori e rappresentanti si è inesorabilmente incrinato. Basti pensare all’Australia: è stato mandato a casa il governo presieduto da John Howard a causa della mancanza di decisioni ed azioni mirate alla tutela ambientale.

Eppure sotto il governo Howard l’Australia ha vissuto una crescita economica strabiliante, con un balzo in avanti del PIL di parecchi punti! Quindi il punto cruciale non è diritto all’impresa da un lato e dall’altro il diritto alla salute ed all’ambiente, non è nella contrapposizione tra PIL e tutela dell’ambiente. Tali dicotomie sono tipiche soltanto dei regimi dittatoriali o, comunque, non democratici.

Il punto cruciale è “sviluppo sì, ma sostenibile”. Non è un caso che gli Stati che programmano e usano mezzi e ricchezze per uno sviluppo sostenibile siano democrazie! Creano ricchezza e posti di lavoro salvaguardando l’ambiente e la salute dei cittadini. Un esempio: la Giunta Regionale Pugliese ha stanziato più di 6 milioni di euro in favore di progetti inerenti le aree protette, il ciclo dei rifiuti e l’inquinamento atmosferico.

I Comuni virtuosi beneficiari dei finanziamenti per la qualificazione delle aree urbane (1.546.000 euro) sono Manfredonia, Cerignola, Ostuni, Valenzano, San Severo. Ancora un altro esempio: l’italiana Italdenim ha realizzato un tessuto per jeans in cotone biologico. L’azienda milanese sta studiando una nuova linea di prodotti bio; ma la vera novità è che il processo produttivo sarà interamente certificato dall’Istituto per la certificazione etica e ambientale.

Il cotone (proveniente da coltivazioni biologiche) sarà colorato con tinture naturali certificate secondo gli standard Oeko-tex standard 100. Icea monitorerà l’energia utilizzata e le emissioni inquinanti prodotte nel ciclo di lavorazione dall’Italdenim per realizzare la nuova linea. E’ evidente che le pubbliche amministrazioni e le imprese che fanno scelte di questo tipo hanno ben metabolizzato un principio cardine: il PIL non solo non riflette la distribuzione del reddito, ma non include neanche parti importanti della vita delle persone comuni come il lavoro delle casalinghe, gli ambiti di tantissime attività informali non riconosciute, e non considera i gravi danni ambientali provocati dalla crescita economica.

Chi scrive vuole chiudere questa noiosissima lettera con un pezzo del celeberrimo discorso di Robert Kennedy all’Università del Kansas: "Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL 2 comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana.

Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione... Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta".

avv. Lara Polidori

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