Taranto Futura diffida il Sindaco Stefàno
Diffida al sindaco Stefàno e tre nuovi quesiti referendari a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. È l’ultima mossa di Nicola Russo, portavoce di Taranto Futura e promotore della consultazione popolare sull’Ilva, ma anche una risposta alle recente presa di posizione del primo cittadino. “Il sindaco dice di essere disposto chiudere l’area a caldo? Bene. Ma vogliamo garanzie – ha dichiarato Russo – lo diffidiamo, con un atto già notificato ieri in Comune, ad adottare provvedimenti urgenti per eliminare pericoli alla salute e danni alla città”. Dito puntato anche contro il governatore pugliese: “Legge regionale contro la diossina? Era ora. Ma che le parole di Vendola si traducano in fatti, c’è il rischio di strumentalizzazioni a fini elettorali”. Fila dritto per la sua strada, Nicola Russo. Richiama dichiarazioni e prese e posizioni “ tardive, ma tuttavia necessarie”, mette in guardia da possibili contaminazioni da campagna elettorale “le provinciali sono vicine e c’è il rischio che sulle emergenze ambientali comincino a parlare a vuoto”, insiste sulla necessità che il referendum sia reale strumento di consultazione “l’esito – ha detto - dovrà essere recepito dal Consiglio”. Tutte preoccupazioni espresse ieri, in conferenza stampa, dall’avvocato Russo, accompagnato da una rappresentanza del comitato referendario di Taranto Futura e dalla portavoce del movimento ionico di Greenpeace. “Accogliamo la disponibilità di Stefano a chiudere l’area a caldo - ha spiegato Russo - ma vogliamo che non ci siano dubbi di sorta visto l’approssimarsi delle scadenze elettorali. La diffida è relativa all’adozione di azioni tese a prevenire, limitare ed eliminare i gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la salute dei cittadini, nonché per evitare ulteriori danni per Taranto. In mancanza di tali azioni ricorreremo al giudice amministrativo”.
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