Ilva, la Regione approva la legge anti-diossina

Emissioni: con nuovi parametri, il centrodestra si astiene Ma tre consiglieri tarantini del Pdl votano a favore. Il dibattito è durato dieci ore. Il presidente Vendola: «E' una data storica, il giorno più bello della mia vita»
17 dicembre 2008
Francesco Strippoli
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

BARI — Dopo dieci ore di dibattito, il consiglio regionale approva la normativa che limita i livelli di diossina in atmosfera. «Cambia la storia d'Italia - dice Nichi Vendola - questa legge darà coraggio ai movimenti ambientalisti. È il più bel giorno della mia vita». Il pensiero è rivolto soprattutto a Taranto e ai danni patiti dalla città per la presenza di tante industrie, Ilva in testa. Il governatore rivolge l'invito ad un'approvazione bipartisan. Non viene raccolto, il centrodestra si astiene. In tre però votano con la maggioranza. Sono tutti tarantini: Antonio Scalera (Udc), Donato Salinari e Nicola Tagliente (Fi). Quest'ultimo annuncia: «So che in primavera mi potrebbe costare il posto da candidato alla presidenza della Provincia». Il partito, cioè, potrebbe sanzionarlo con un'esclusione. È una dichiarazione rivelatrice. Il Pdl non voleva avallare la legge della giunta ed è stato a lungo preso nel dilemma: se accettare una normativa certamente molto popolare e invocata dalla popolazione tarantina; oppure sposare le ragioni della cautela e dare più tempo all'Ilva per adeguare gli impianti. È soprattutto al Siderurgico, infatti, che si riferisce la legge. Le norme dispongono un doppio traguardo: 2,5 nanogrammi di diossine e furani per metro cubo entro il primo aprile del 2009; 0,4 nanogrammi entro il 31 dicembre 2010. Se non si raggiungono i livelli fissati, parte una diffida della Regione. E se il gestore non provvede, viene intimato il blocco dell'impianto. Una evenienza che ieri ha aleggiato su tutto il dibattito: a volte demagogico, talvolta retorico, più spesso appassionato. Sono volate anche minacce di querele reciproche tra l'assessore Michele Pelillo e il capogruppo forzista Rocco Palese. È successo quando Pelillo ha intravisto, nella posizione contraria manifestata dalla ministra dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, una sorta di acquiescienza verso la famiglia Riva: e ciò per manifestare grata attenzione dopo l'intervento dei titolari dell'Ilva nella nuova Alitalia. Qualcuno ha fatto circolare la voce che anche il ministro Raffaele Fitto fosse intervenuto a frenare. Dopo il dibattito e prima del voto, il centrodestra ha chiesto una sospensione per riunirsi. La strategia è apparsa chiara: presentarsi perfino più radicali nel volere norme a tutela della salute. Insomma, come testimoniato dall'emendamento presentato da Pietro Lospinuso (An), si sarebbe voluto concedere tempo all'azienda almeno fino al 2013 per raggiungere i 0,4 nanogrammi. Di fronte al previsto no della maggioranza (per una situazione giudicata urgente), allora tanto valeva esigere tempi ancora più stretti (il 2009), tre milioni per rafforzare il Dipartimento di prevenzione dell'Asl, stanziamenti ingenti dai fondi Por non ancora rendicontati per sostenere parte delle spese di riconversione che l'Ilva dovrà sopportare. La giunta ha replicato che non era possibile, perché la piattaforma di riduzioni era stata messa a punto secondo il calendario previsto dagli esperti. Quanto agli stanziamenti, il governo regionale è impegnato a ricercarne ma allo stato è difficile individuarli nelle pieghe del Por. Appassionato il discorso di Vendola. «La difesa dell'ambiente - ha detto - non è materia da sognatori, è un'impresa della politica». Con cui continuerà a cimentarsi («ora tocca alle centrali di Cerano»). Nessun preconcetto verso l'industria. «Ma c'è chi pensa che l'ambiente vada messo da parte per dare da mangiare alle persone. Tuttavia come si può dare da mangiare se i cibi sono contaminati? Non consentiremo che neppure un grammo di inquinamento in più sia scaricato nel nome dell'occupazione». «La legge - ha commentato l'assessore all'Ambiente Michele Losappio - si prefigge di affrontare la compatibilità dell'Ilva in un'area di grande emergenza ambientale». «È una cornice senza quadro - ribattono Palese, Ruocco, Damone e Surico, capigruppo del Pdl - demagogica e senza concretezza. Non ce la sentiamo di firmare cambiali in bianco». Il popolo tarantino, rappresentato sugli spalti del consiglio dai rappresentanti delle associazioni ambientalisti, esulta.

Articoli correlati

  • Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto
    Citizen science
    Un esperimento di citizen science per il controllo dell'inquinamento industriale

    Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto

    La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
    8 agosto 2026 - Antonio Poggi
  • Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati
    Ecologia
    Altri cento milioni di euro a ILVA spa in Amministrazione straordinaria

    Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati

    E' stata richiesta all'Associazione PeaceLink una memoria con le osservazioni all'ultimo decreto legge del Governo. Si allega a questa pagina web il testo che abbiamo elaborato per i deputati della Commissione Finanze.
    29 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Non poteva continuare così, si doveva fermare
    Taranto Sociale
    Cosa ci ha mosso di così grave da affrontare una causa che avremmo potuto perdere?

    Non poteva continuare così, si doveva fermare

    Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.
    29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli
  • "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"
    Ecologia
    Alcune precisazioni sul decreto dei magistrati di Milano

    "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"

    Il parere dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano (associazione Genitori Tarantini) sul decreto della Corte d’Appello di Milano che impone il fermo delle emissioni nocive alla salute dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto entro 90 giorni
    27 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.8.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)