Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

«Questo è uno dei giorni più belli della mia vita»

La nuova legge regionale non ammette tentennamenti, prevede sanzioni e corregge, almeno per la sola Puglia, l'imperdonabile errore della legge nazionale: libere di emettere fino a 10mila nanogrammi di sostanze nocive.
17 dicembre 2008
Angela Mauro
Fonte: Liberazione

-
«Questo è uno dei giorni più belli della mia vita». E' commosso il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola quando parla al consiglio regionale riunito per l'approvazione di un disegno di legge storico. E' il primo provvedimento legislativo che, seppur di carattere regionale, avvicina l'Italia ai parametri europei di Arhus, dictat anti-inquinamento in tutti i paesi del continente, ignorati nel nostro.

La giunta Vendola forza la mano su uno scandalo ignorato da 45 anni: l'Ilva di Taranto, colosso dell'acciaio che ha regalato alla città di Rodolfo Valentino la maglia nera europea in fatto di emissioni nocive, con quello che comportano per l'ambiente e la salute dei cittadini.

Il gigante industriale (ex Italsider statale), rilevato da Emilio Riva a metà anni '90, dovrà impegnarsi a ridurre le emissioni di diossina e furani fino a un massimo di 2.5 nanogrammi entro la fine del prossimo aprile per arrivare al tetto stabilito da Arhus, cioè 0,4 nanogrammi, entro il 31 dicembre 2010.

La nuova legge regionale non ammette tentennamenti, prevede sanzioni e corregge, almeno per la sola Puglia, l'imperdonabile errore della legge nazionale: ultrapermissiva con le imprese, libere di emettere fino a 10mila nanogrammi di sostanze nocive. Il punto è che in consiglio regionale il nuovo provvedimento non è stato nemmeno attaccato dalla minoranza di centrodestra, nonostante che dopo l'approvazione in giunta il ministro Prestigiacomo non abbia perso tempo a sentenziare che «con una legge del genere l'Ilva chiuderebbe nel giro di tre-quattro mesi».

In Puglia l'aria è diversa, magari soltanto per puro tatticismo politico. E così l'Udc ha votato a favore, Forza Italia si è spaccata tra chi chiedeva addirittura di anticipare i tempi (0,4 nanogrammi entro la fine del 2009, una scusa per giustificare l'astensione) e chi (due del Pdl tarantino) ha accolto il ddl proposto dalla giunta. Qualcuno di An ha balbettato sul rischio di conflitti istituzionali col governo, ma senza convincere i propri rappresentanti tarantini. A fine giornata tutto il Pdl si è astenuto, nessun voto contrario. Ed è stata ovazione in sala da parte degli ambientalisti arrivati da Taranto per assistere alla seduta.

«Oggi il centrodestra fa una rincorsa ambientalista: bene così», commenta il governatore. E rilancia. Perchè l'Ilva non è l'unica industria inquinante in Puglia. «Da domani comincia un'altra battaglia - dice Vendola nel suo intervento di mezz'ora in consiglio prima del voto finale - si chiama Enel, si chiama Cerano, si chiama Brindisi».

Si tratta della centrale termoelettrica a carbone "Federico II", da sempre nel mirino degli ambientalisti. E battaglie ce ne sono da fare «su altri fattori inquinanti - annuncia - le polveri sottili, amianto, abuso dei pesticidi in agricoltura, cementificazione selvaggia, protezione della costa, protezione dei corsi d'acqua». Se il centrodestra ci sta, si accomodi.

Tanto più che la «nuova legge non risolve certo tutte le emergenze ambientali in Puglia e nemmeno a Taranto», fa notare l'assessore all'Ambiente Michele Losappio. Un esempio: «l'accordo di programma per la bonifica dei siti inquinati a Taranto, per il quale sono già disponibili 150 milioni di euro ma manca il sì del governo».

Plaude il segretario regionale del Prc Nicola Fratoianni: «La nuova legge è un fatto straordinario, un modo efficace per affrontare finalmente il rapporto tra lavoro e ambiente, senza privilegiare l'uno a danno dell'altro». «Questa legge arriva dopo la storica manifestazione di fine novembre a Taranto - spiega Maurizio Baccaro del Prc - 20mila persone in piazza per urlare la rabbia e il dolore di un luogo devastato, dopo anni di silenzi determinati dal ricatto occupazionale. Adesso, come farà il governo, che agita il ricorso alla Corte Costituzionale, a opporsi ad un provvedimento sostenuto da tutta la Puglia, anche dal suo centrodestra?». Da Taranto Peacelink invia intanto una lettera al ministro Prestigiacomo. «Perchè serve una legge nazionale anti-diossina», dice il portavoce Alessandro Marescotti.

Articoli correlati

  • Onore ai 32 mila
    Taranto Sociale
    Sono stati loro a incarnare la forza della coscienza collettiva

    Onore ai 32 mila

    Undici anni fa PeaceLink a Taranto sollecitava la partecipazione al referendum Ilva con un messaggio chiaro: "Prima che l'inquinamento ti fermi, ferma l'inquinamento".
    13 aprile 2024 - Alessandro Marescotti
  • Inquinamento ILVA, il dossier di PeaceLink inviato alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo
    Taranto Sociale
    Audizione di Alessandro Marescotti

    Inquinamento ILVA, il dossier di PeaceLink inviato alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo

    Nonostante le prescrizioni dell'Autorizzazione Integrata Ambientale sembrino essere state rispettate sulla carta, l'ILVA continua a produrre un'inquietante quantità di inquinamento, con un preoccupante aumento dei livelli di benzene, noto cancerogeno.
    8 aprile 2024 - Associazione PeaceLink
  • Taranto: città laboratorio dell’ambientalismo basato sulla citizen science
    Citizen science
    La democratizzazione dei dati ambientali

    Taranto: città laboratorio dell’ambientalismo basato sulla citizen science

    Grazie alla tecnologia e alla disponibilità di dati ambientali, Taranto è diventata una delle città più monitorate d'Italia, e i cittadini hanno accesso a una vasta gamma di informazioni, tra cui i livelli di benzene, resi noti online ora per ora tramite le centraline di monitoraggio.
    8 aprile 2024 - Alessandro Marescotti
  • Piattaforma rivendicativa della manifestazione del 23 aprile a Taranto
    Ecologia
    Partenza dal piazzale Bestat alle ore 17

    Piattaforma rivendicativa della manifestazione del 23 aprile a Taranto

    Occorre fermare le emissioni dell'ILVA che sono alla base di gravi danni alla salute e all'ambiente. E al contempo avanziamo la richiesta di un risarcimento alla comunità e di un nuovo sviluppo che parta dalla rigenerazione del territorio.
    19 marzo 2024 - Associazioni Riunite Taranto
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.15 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)