Quel luccichio negli occhi…
Ad un anno dal vincolo sanitario mi rendo conto che nulla è mutato se non il continuo bisogno di “darsi tempo” per cercare di migliorare la qualità delle giornate, ormai troppo obese di pensieri, preoccupazioni e risentimenti. Un buon modo per contravvenire a questa deriva, tra l’altro non molto costoso e con la possibilità di risultati a breve termine, è dedicarsi alla lettura e alla ricerca continua di notizie che possano in qualche modo fornire uno spiraglio nuovo sulla mattanza che il 10 dicembre scorso ha seminato il terrore e la disperazione nella masseria Carmine.
Fornirsi di giornali ogni giorno, con un occhio particolare verso le testate locali, ha la capacità di decongestionare il tempo, di acquietare la ricerca di possibili soluzioni, di nuove direzioni ancora non intraprese, e di sintonizzarsi con la realtà in modo lucido, in modo concreto.
Perché la speranza degli allevatori non invecchia col tempo che passa, questa speranza non ha rughe, anzi continua a crescere nell’attesa di rivedere la propria terra rinascere e l’ingiustizia subita ripagata con la gioia di quel lavoro che per secoli è stato sostegno e sicurezza per il futuro.

E’ difficile descrivere l’ansia e l’attesa che aleggiano nella masseria Carmine quando ci si appresta a leggere un giornale, ad ascoltare un notiziario, quando in televisione politici e giornalisti di vario livello e spessore, decantano la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del lavoro, come fosse il ritornello di una canzone che non conosce note conclusive, ma continua a riempire strade, piazze, rioni, quartieri, campagne fino a perforare le orecchie di ogni singolo abitante.
Da un anno Vincenzo Fornaro continua a dividersi tra interviste, convegni, incontri, per portare avanti la propria storia, la propria realtà, il proprio impegno, la voglia di combattere una battaglia che sembra non giungere mai a una svolta, con la consapevolezza che non tutti ti stringeranno la mano e incroceranno volentieri il tuo sguardo.
Si inizia a sentire l’inutilità di un anno speso a far sentire la propria voce, a far rispettare e considerare i propri diritti di cittadini e di lavoratori, perché il lavoro in quanto risorsa e dignità dell’uomo onesto, deve essere rispettato in ogni sua forma ma la Costituzione italiana davanti a certi interessi sembra non valere nulla, un libro come ogni altro libro.
Viviamo in un mondo disincantato e per molti aspetti arido, predatore, nel quale finchè non si decide di agire per il bene comune, non si può che sentirsi fuori posto.
I politici, gli imprenditori agiscono secondo i loro interessi, si arricchiscono e a noi non restano che le parole, sfilate di parole che a distanza di un anno ancora ci obbligano al silenzio, parole che sul volto di don Angelo Fornaro luccicano, parole che oggi non hanno più senso perché sono sole, più sole di chi le subisce, parole che sanno solo strozzarsi in gola.
Il rispetto per l’ambiente, così come il rispetto per la gente vanno di pari passo e seguendo la famiglia Fornaro mi rendo conto sempre di più che tra le tante motivazioni a tale atteggiamento, un’ultima, profonda riflessione va alla capacità tutta umana di vivere nel rispetto di chi non c’è più, delle generazioni passate, e di chi non c’è ancora, le generazioni future.
Articoli correlati
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale civile di MilanoILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di TarantoLa priorità dimenticata: salvare vite umane
In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Sociale.network