L'intervista

«Star bene e non esser contenti». I Miserabili secondo Marco Paolini

Al porto di Taranto due serate di teatro civile. Marco Paolini sulla scena di Miserabili. "Io e Margaret Thatcher"
28 ottobre 2009
Francesco Mazzotta
Fonte: Corriere del Mezzogiorno - 28 ottobre 2009

Un dialogo immaginario con la lady di ferro nella città dell’acciaio. Marco Paolini Ma la ballata Miserabili. Io e Margaret Thatcher al Terminal Container del porto di Taranto è molto di più di una capriola verbale. È parola che si fa narrazione con estrema chiarezza in un luogo simbolo del commercio globale. Perché ciò che lunedì 9 novembre Marco Paolini racconterà in una serata evento in diretta su La7 sarà una riflessione ad alta voce sull’influenza che le regole di mercato esercitano sul nostro modo di immaginare il futuro. Sin dall’avvento del thatcherismo. «Ma non ne farei il capro espiatorio di tutti i mali » dice Paolini, il papà del teatro civile in Italia. «Lo spettacolo - sottolinea - non è un processo alla Thatcher. È un ragionamento su come la politica e l’economia hanno dettato il nostro stile di vita negli ultimi trent’anni». Lo spettacolo risale a tre anni fa, quan do ancora non si parlava di crisi. «Ci dicevano che fa cevamo le Cassandre». E adesso? «Abbiamo un sacco di ascoltatori... ». Che c’entrano i Miserabili? «Qualche anno fa mi chiedevo: sto bene ma non sono contento. E mi sono messo a leggere Hugo». Risultato? «Ho scoperto che il destino è diventato, come nell’Ottocento dell’industrializzazione raccontato da Hugo, arbitro della nostra vita. Non viviamo una condizione di povertà, ma di miseria. E nella miseria non ci può essere speranza». I sintomi? «La paura, l’intolleranza, l’omofobia e così via. Sintomi di un’incapacità di sperare, che il mercato ha ucciso imponendoci come stile di vita il consumo. Non solo come acquisto di beni, ma di tempo. Adesso ci fanno anche studiare più facilmente, ci organizzano i viaggi…». Rimedio? «Dare appeal alla speranza». Molti penseranno: Paolini ha pensato a Taranto perché con il dissesto ha anticipato il grande crack. È così? «È una storia di cui ho letto sui giornali. In realtà l’abbiamo scelta perché cercavamo al Sud un luogo di economia reale. La Taranto Film Commission ci ha aiutati molto nel trovare la disponibilità della location. Tempo fa, proprio a Taranto, mi rimproverarono di venire poco nel Meridione. Mi sono sentito anch’io responsabile di questo squilibrio che c’è nel paese. E ho sentito la necessità, per usare un gergo calcistico, di fare in modo che la squadra non si allungasse». Taranto con l’Ilva, l’inquinamento, la sua storia, ha suggerito altre riflessioni? «Di recente ci sono stato per presentare lo stesso spettacolo ai Tamburi (all’auditorium Tatà, ndr). Guardando le ciminiere ho pensato a Porto Marghera e a tutte le città industrializzate che stanno perdendo il suono della sirena. I posti di lavoro si sono smarriti, ma l’economia è rimasta in piedi. Questo dovrebbe farci riflettere. Come il fatto che girando per il centro di Taranto ho visto lo stesso impressionante numero di vetrine di scarpe da ginnastica presenti in tutte le città italiane cui è stato rifatto il look». Quindi? «Il punto è che poi nessuno corre. Tra un po' quelle meravigliose scarpe da tennis le esporremo in libreria». Avrà notato che a Taranto non esiste un teatro comunale. «Beh, l’ho provato sulla mia pelle, visto che qualche mese fa sono andato in scena in un aula universitaria trasformata in teatro: quella sera ho iniziato lo spettacolo con quaranta minuti di lezione di economia». Il posto giusto: e i presenti come l’hanno presa? «Sono rimasto sbigottito della loro tolleranza. Per cui se ho deciso di tornare qui è anche perché quella volta ho sentito una voglia di capire tipica del Sud, dove le teste mi gliori sono ancora impegnate a porsi delle domande che sono più avanti delle mie. A Taranto ho percepito un desiderio selvaggio di interloquire. E adesso questa partita in tendo giocarmela con una scommessa ancora più forte».

Articoli correlati

  • Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto
    Citizen science
    Un esperimento di citizen science per il controllo dell'inquinamento industriale

    Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto

    La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
    8 agosto 2026 - Antonio Poggi
  • Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati
    Ecologia
    Altri cento milioni di euro a ILVA spa in Amministrazione straordinaria

    Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati

    E' stata richiesta all'Associazione PeaceLink una memoria con le osservazioni all'ultimo decreto legge del Governo. Si allega a questa pagina web il testo che abbiamo elaborato per i deputati della Commissione Finanze.
    29 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Non poteva continuare così, si doveva fermare
    Taranto Sociale
    Cosa ci ha mosso di così grave da affrontare una causa che avremmo potuto perdere?

    Non poteva continuare così, si doveva fermare

    Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.
    29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli
  • "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"
    Ecologia
    Alcune precisazioni sul decreto dei magistrati di Milano

    "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"

    Il parere dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano (associazione Genitori Tarantini) sul decreto della Corte d’Appello di Milano che impone il fermo delle emissioni nocive alla salute dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto entro 90 giorni
    27 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.8.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)