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Taranto, la grande marcia contro l'inquinamento

Bambini in piazza il prossimo 28 novembre? Una scelta di cittadinanza attiva e di educazione alla partecipazione democratica

Ecco cosa rispondiamo a chi ha sollevato dubbi sulla presenza dei bambini nel corteo
29 ottobre 2009
Altamarea

Portare i bambini in piazza per rivendicare un ambiente pulito e per ribadire il diritto alla salute è una scelta educativa?
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Alcune associazioni, esterne ad Altamarea, hanno parlato di un rischio “strumentalizzazione”. Esse non condividono la partecipazione dei bambini alle mobilitazioni cittadine contro l’inquinamento e hanno pertanto invitato a “lasciarli a casa”.

Questa presa di posizione ricalca l’educazione ottocentesca che separava scuola e società e considerava il “fanciullo” come un soggetto incapace di intendere e di volere, ancora da formare e da istruire. Le scelte della cosiddetta “pedagogia attiva” (Montessori, Piaget, Freinet, Dewey, per citarne alcuni) hanno completamente cambiato la prospettiva educativa. Il bambino diviene soggetto del proprio processo educativo e partecipa attivamente al mondo che lo circonda educandosi nell’interazione sociale. Seguendo questa prospettiva l’Unicef porta i bambini in piazza a rivendicare i propri diritti e così fa l’Arciragazzi ogni anno organizzando in tutt’Italia le “marce dei bambini”, con il patrocinio degli enti locali e la partecipazione delle scuole. Per non parlare di Legambiente, con le sue “classi del cigno”, il Wwf con i “Panda club” e i tanti progetti della “città dei bambini” diffusi in Italia. Queste iniziative per i diritti dell’infanzia sono state organizzate anche a Taranto e i cortei dei bambini hanno riscosso un notevole successo. Inoltre vi è, a livello internazionale, la Global March che porta in piazza in tutto il mondo milioni di bambini per protestare contro il lavoro minorile. In Italia la Global March è organizzata da un’associazione importante come Mani Tese. I bambini italiani che protestano contro il lavoro minorile e le ingiustizie nel mondo vendono lodati ovunque. Ma i bambini di Taranto che protestano contro l’inquinamento sono in odore di “strumentalizzazione”. Siamo veramente al paradosso, se non al ridicolo.

In queste marce dell’Unicef , di Arciragazzi e di Mani Tese abbiamo visto sfilare i bambini con i cartelloni fatti da loro, con i disegni e i loro linguaggi. Se i bambini hanno la possibilità di esprimersi allo stesso modo per difendere il diritto alla salute perché non applaudire loro, i loro genitori e le loro maestre?

Nel campo ambientale da alcuni anni sono maturate esperienze didattiche avanzate che hanno come fine proprio la partecipazione dei bambini alle scelte ambientali e alla politica ecologica delle loro città. Tutto questo passa sotto il nome di “educazione alla partecipazione e alla cittadinanza attiva”. Lo stesso Ministero dell’Ambiente ha sostenuto questa impostazione educativa di coinvolgimento dei bambini. Si trattava del progetto del Ministero dell'Ambiente “Le città sostenibili delle bambine e dei bambini” e del progetto Unicef “Child friendly cities”.

Sono esperienze che hanno contribuito alla creazione di varie reti che sostengono la divulgazione delle buone pratiche tra i comuni italiani e a livello internazionale.

Quando questi processi vengono attivati, i bambini diventano soggetto attivo e pungolo critico degli adulti. Avete presente i bambini che invitano i papà e le mamme a non fumare più? Sono per caso strumentalizzati o svolgono appieno un ruolo positivo e attivo? La verità è che i bambini sono il soggetto educativo più importante della società. Non solo hanno diritto a protestare contro il fumo passivo delle sigarette: hanno diritto a protestare anche contro il fumo passivo di origine industriale. I bambini sono in grado di comprendere benissimo i loro diritti. A volte meglio degli adulti che li governano. La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13). Tutti diritti che a Taranto sono stati violati in quanto i bambini non solo si ammalano di inquinamento ma non sono stati neppure informati sulla loro esposizione a diossina, benzopirene, piombo, mercurio e altre micidiali sostanze. Continuano a studiare e a giocare a ridosso dell’area industriale. E se tutti i diritti che tutelano la loro vita vengono violati, perché privarli anche del diritto di esprimere la loro opinione in piazza?
I veri rischi di strumentalizzazione a cui sono sottoposti i bambini sono ben altri. Sono le migliaia di spot pubblicitari e di scene violente a cui sono esposti ogni anno, con un bombardamento mediatico che li rende dipendenti dai persuasori occulti, obesi, capricciosi e indifferenti ai valori umani. Ma quando escono da questa realtà virtuale che li manipola ogni giorno e scendono in piazza, compiono un gesto di affermazione del loro diritto ad esprimersi, riprendono in mano il loro diritto alla salute e fanno notizia. Il diritto alla salute è di immediata comprensione per il bambino, non è una cosa distante che non può comprendere. Ogni bambino è in grado di comprendere in modo diretto e intuitivo che cosa è l’aria pulita, il cibo sano, l’ambiente salubre. Non fanno tanti giri di parole come certi adulti. Ecco perché i bambini in corteo noi li vogliamo e chi li lascia a casa non agisce certamente per il loro bene. E’ in gioco il futuro e quando è in gioco il futuro i bambini hanno diritto a capire, a parlare, a manifestare.


Le associazioni e i cittadini aderenti ad Altamarea sono pienamente concordi sulla scelta dei bambini in piazza. Non vi è alcuna spaccatura. Si invitano anzi i cittadini, bambini compresi, alla massima mobilitazione e unità nella lotta contro l’inquinamento.

Una massima africana dice: “Abbi cura della terra e dell'acqua: non ci sono state donate dai nostri padri, ma prestate dai nostri figli”. Vogliamo recuperare questa saggezza e farlo con il bene più prezioso: i bambini.

Per Altamarea

Luigi Boccuni

Mino Briganti

Simona Carone

Leo Corvace

Paola D’Andria

Valentina De Palma

Pierpaolo Fiume

Alessandro Marescotti

Cosimo Marilla

Piero Mottolese

Roberto Prete

Adesioni di associazioni

AIFO, ARCI, AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie), AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), Bambini contro l’inquinamento, Blu Taranto, Centro culturale Filonide, Centro di Cultura Renoir, Comitato per Taranto, Confconsumatori, Contramianto e altri rischi, Ecomunita, Impatto zero, Legambiente, Libera, LIDU (Lega Italiana Diritti Umani), LINK UDU Taranto, LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), Pax Christi, PeaceLink, Sensibilizzazioni libere e concrete, Tarantoviva, Vigiliamo per la discarica, WWF.

Adesioni rappresentanze professionali

Centro Ittico Tarantino, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Ordine dei Farmacisti

Comitato organizzatore di cittadini

Gaetano Barbato, Luigi Boccuni, Maria Giovanna Bolognini, Mino Briganti, Giovanni Carbotti, Luigi Carleo, Serena Cesaria, Leo Corvace, Paola D’Andria, Biagio De Marzo, Salvatore De Rosa, Lino Dione, Paola Fedele, Clara Fornaro, Lunetta Franco, Alessia Gira, Giancarlo Girardi, Antonello Leogrande, Paola Lodeserto, Alessandro Marescotti, Fabio Matacchiera, Giuseppe Merico, Luigi Oliva, Etta Ragusa, Sabrina Sabatelli, Giuseppe Todaro.

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