La differenza è particolarmente rilevante per IPA totali

Analisi ventoselettive a Taranto nella masseria Fornaro: valori di diossine e furani più alti nel campione sottovento rispetto all'area industriale

Per le diossine il valore è 206 fg TEQ/Nm3 (masseria sottovento rispetto all'areaindustriale) rispetto a 69 fg TEQ/Nm3 (masseria sopravento).
3 marzo 2010
Giorgio Assennato (Direttore Generale Arpa Puglia)

Si può rilevare che per i tre parametri (diossine-tossicità equivalente, PCB dioxin-like, Idrocarburi Policiclici Aromatici ) i valori sono più alti nel campione sottovento rispetto all'area industriale in confronto col campione sopravento e con la calma di vento. La differenza è particolarmente rilevante per IPA totali ( 1418 ng/Nm3 rispetto a 56 ng/Nm3)benzo(a)pirene (2.48 verso 0.3 ng/Nm3) e diossine (206 fg TEQ/Nm3 rispetto a 69 fg TEQ/Nm3). E' anche degno di nota il fatto che il campione sottovento presenta valori di epta e octadibenzodiossine ( più stabili e più legati al particolato) molto più bassi degli equivalenti dibenzofurani, mentre nel campione sopravento gli epta si equivalgono tra diossine e furani e le octadibenzodiossine sono più rappresentate rispetto agli octadibenzofurani. Abbiamo anche a disposizione i dati deposimetrici mensili che risultano piuttosto alti, almeno in certe sequenze temporali. I valori riscontrati in aria ambiente non contribuiscono in modo diretto al carico corporeo di diossine né negli animali da allevamento né nell'uomo. Occorre però considerare il ruolo indiretto cross-mediale che deve essere tenuto in particolare considerazione in funzione dei dati industriali storici sia nel passato prossimo (prima dell'addizione di urea al letto di sinterizzazione) sia, ancor di più, nel passato remoto, in cui è ragionevole pensare che prima dell'adozione dei filtri MEEP ad alta tecnologia le concentrazione delle diossine al camino fosse maggiore anche di un ordine di grandezza. L'impatto in un ampio arco temporale pari ad alcuni decenni di tali rilevanti emissioni potrebbe, attraverso la persistenza nelle matrici ambientali e il bioaccumulo nelle matrici biologiche, teoricamente spiegare i superamenti di diossine in un'area in cui eventuali altri sorgenti di diossine o sostanze diossino-simili sembrano meramente ipotetiche.

Note: Il prof. Giorgio Assennato sottolinea in questa sua nota a commento dei dati "il ruolo indiretto cross-mediale", ossia il passaggio delle diossina dall'aria al terreno e dal terreno agli organismi animali. E ciò, spiega, "deve essere tenuto in particolare considerazione in funzione dei dati industriali storici sia nel passato prossimo (prima dell'addizione di urea al letto di sinterizzazione) sia, ancor di più, nel passato remoto, in cui è ragionevole pensare che prima dell'adozione dei filtri MEEP ad alta tecnologia le concentrazione delle diossine al camino fosse maggiore anche di un ordine di grandezza". In altre parole fa riferimento all'azienda siderurgica che, prima di installare i filtri MEEP nel 2000, emetteva diossina in quantità maggiore "di un ordine di grandezza", ossia 10 volte di più. Questo, secondo il Direttore Generale di Arpa Puglia spiegherebbe "l'impatto in un ampio arco temporale pari ad alcuni decenni di tali rilevanti emissioni potrebbe, attraverso la persistenza nelle matrici ambientali e il bioaccumulo nelle matrici biologiche". Il principale fattore di dispersione di diossina si conferma dunque il centro siderurgico. Il prof. Assennato a questo proposito definisce "meramente ipotetiche" altre sorgenti di diossina che possano giustificare i valori alti riscontrati. Alessandro Marescotti PeaceLink

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