"Marciamo assieme per stoppare i veleni della cokeria dell'Ilva di Taranto"
Lettera aperta ai cittadini di Taranto

Cari amici, care amiche, cari concittadini,
abbiamo deciso di scrivere questo appello per una mobilitazione unitaria e corale dell’intera città.
Le nostre storie rappresentano le due anime del movimento ambientalista, una graduale e l’altra d’attacco. Abbiamo sempre collaborato e ci siamo stimati, ma in questo delicato momento riteniamo di lanciare un segnale comune e accorato.
Invitiamo a partecipare alle prossime mobilitazioni in modo unitario, con lo scopo di ottenere un’ordinanza che fermi la cokeria dell’Ilva di Taranto e l’inquinamento cancerogeno che tale impianto provoca.
Lo sforamento del valore di legge del benzo(a)pirene, potente cancerogeno che può modificare il DNA delle future generazioni, è un dato grave che richiede un’ordinanza immediata del Sindaco.
L’intera città con una manifestazione unitaria deve esigerla.
Noi marceremo assieme perché il tempo delle inutili attese è finito.
E’ venuto il momento di operare assieme per il bene comune dell’intera città.
E’ venuto il momento di fermare la cokeria, così come è stato fatto a Genova.
E’ venuto il momento di diventare una città normale.
E’ venuto il momento di chiedere aria pulita.
E’ venuto il momento di esigere un diritto umano: il diritto alla salute.
I dati dell’Arpa ormai parlano chiaro e la salute dei cittadini non può più attendere.
Il tempo delle incertezze, delle lungaggini e della diplomazia inconcludente è finito.
Il Comune, con la Di Bello, si è ritirato come parte civile tuttavia non è venuta meno la possibilità di azione risarcitoria: perché il Sindaco ha fino a ora rinunciato all’azione risarcitoria?
E' una domanda che chiede una risposta.
Ecco perché sta partendo una mobilitazione che non si arresterà più fino a quando il Sindaco non agirà. Dovrà scegliere a questo punto, e farlo presto.
Una marea di persone accerchierà il Municipio con una grande manifestazione e noi saremo con i cittadini, in particolare con i bambini, con i malati, con i genitori preoccupati, con i giovani che alzano la testa e dicono basta.
Non possiamo continuare a respirare cancerogeni: il Sindaco deve tutelarci.
Poniamo subito una questione ineludibile: la bonifica dentro e fuori dell’Ilva. Il Sindaco esiga un grande progetto di bonifica che impieghi i lavoratori che dovessero risultare eventualmente eccedenti con la chiusura della cokeria.
E’ un obiettivo non più rinviabile, anche perché la messa in sicurezza di emergenza di intere zone di Taranto non è stata attuata, come ha sottolineato l’Arpa Puglia al Sindaco nell’apposito rapporto che gli è stato consegnato nel 2009.
Bonificare Taranto è la più grande fonte di occupazione per i prossimi anni.
Viene continuamente rinviata per ragioni economiche e per timore di scoprire gli “scheletri negli armadi” con le caratterizzazioni.
Ma è quella la strada per risanare e dare lavoro a migliaia di persone per anni e anni.
Mai come ora tocchiamo con mano la doppia possibilità di un grande successo o di un grande insuccesso, di una grande entusiasmo o di una grande delusione.
Per questo marceremo assieme: per far vincere la speranza.
Fabio Matacchiera
Alessandro Marescotti
Articoli correlati
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale civile di MilanoILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di TarantoLa priorità dimenticata: salvare vite umane
In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Sociale.network