Dopo l'impianto ad urea

Ilva di Taranto: quanta diossina emette ancora

Il 13 gennaio 2010 la diossina avrebbe "sforato" se non fosse stato modificato il disegno di legge regionale originario. Ma, con tutte le manomissioni intervenute, ora tutto è ora "a norma". PeaceLink ritiene che l'impianto a urea non basti: occorre il campionamento in continuo per verificare se effettivamente vengono raggiunti gli obiettivi
23 maggio 2010
Biagio De Marzo e Alessandro Marescotti (PeaceLink)

Prelievi (ng TE/Nmc) DIOSSINA DAL CAMINO E312 DELL'ILVA 11/01/10 1,96 nanogrammi a metro cubo 3,44 con normalizzazione al 15,5% 12/01/10 0,50 nanogrammi a metro cubo 0,86 con normalizzazione al 15,5% 13/01/10 2,30 nanogrammi a metro cubo 3,96 con normalizzazione al 15,5% 01/02/10 0,96 nanogrammi a metro cubo 1,26 con normalizzazione al 15,5% 02/02/10 0,87 nanogrammi a metro cubo 1,14 con normalizzazione al 15,5% 03/03/10 0,99 nanogrammi a metro cubo 1,38 con normalizzazione al 15,5% I dati di normalizzazione al 15,5% sono stati calcolati da PeaceLink. COMMENTO Facciamo 4 osservazioni. Ilva di Taranto

1. Se fosse passata la bozza di Legge Regionale antidiossina che conteneva la normalizzazione al 15,5% di ossigeno e non prevedeva medie annuali, l'impianto AGL/2 a gennaio 2010 sarebbe stato "diffidato" dalle autorità competenti. Il 13 gennaio 2010 AGL/2 avrebbe sforato anche al netto dello sconto del 35% di incertezza. 2. La definizione per legge di una percentuale di ossigeno di riferimento non può essere rinviata. Tutti gli impianti ne hanno uno, non si vede perché l'agglomerato dovrebbe esserne esente. L'ossigeno nei fumi è variato di molto nei sei prelievi. L'Ilva deve spiegare perché. E L'Arpa deve acquisire online in continuo i dati giornalieri della percentuale di ossigeno per vedere di quanto di discosta tale percentuale da quella "anomala" riscontrata durante i controlli. Lo abbiamo chiesto da tempo all'Arpa. 3. Le concentrazioni di diossina nei fumi hanno anch'esse mostrato di essere poco costanti. A maggior ragione è necessario il campionamento in continuo, peraltro previsto dalla Legge Regionale antidiossina (articolo 3). Il campionamento in continuo fugherebbe tutti i dubbi sui "prelievi telefonati", sui valori ballerini, e sui vuoti conoscitivi. Per esempio, chi ci dice cosa è successo fra il 13 gennaio e i 2 febbraio? I dati di gennaio erano un picco negativo o hanno continuato a peggiorare fino al miglioramento del 2 febbraio? Noi apprezziamo molto gli sforzi che l'ARPA ha profuso per garantire un numero così elevato di prelievi, ma sarebbe stato meglio per l'ARPA prescrivere all'ILVA un sistema di campionamento in continuo che avrebbe richiesto poche decine di minuti di lavoro di un solo tecnico per sostituire una cartuccia. 4. Siamo notevolmente preoccupati anche per i valori di IPA e PCB. Sono veramente alti. E stiamo parlando di sostanze cancerogene. Gli IPA si avvicinano pericolosamente al limite di legge (0,1 mg/mc) che è vecchio e assurdamente alto. Si tiene in vita - così ci sembra un limite assurdo per consentire all'impianto di agglomerazione di rientrarvi. Per i PCB vengono fuori ogni anno oltre 13 Kg di PCB totali (calcolo effettuato usando i dati del 13 gennaio). E ancora qualcuno sostiene che i PCB non provengono dall'area industriale!

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