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«Coop Pemios» presenta esposto in procura

Le cozze nell'inceneritore: ecco l'ordinanza di Stefàno

C'è il mandato all'Amiu di distruggere i mitili
2 settembre 2011
Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno - 02 settembre 2011

Avviata e sospesa quasi subito ieri mattina la ricognizione nel primo seno del mar Piccolo per misurare le quantità di cozze da mandare allo smaltimento perché trovate inquinate oltre i limiti di legge da pcb e diossine simili. le cozze

Le imbarcazioni con i rappresentanti del Centro ittico, dei mitilicoltori e con a bordo i tecnici addetti alle misurazioni hanno cominciato i calcoli del prodotto presente negli allevamenti completandone due, ma hanno preferito bloccare l’operazione perché i rappresentanti di categoria di Confcommercio e di Agci pesca hanno deciso di lasciare il teatro delle operazioni. «Troppa gente — ha commentato Mimmo D’Andria di Confcommercio — e molti mitilicoltori che non hanno i vivai nella zona da controllare e non si capisce a quale titoli stiano qui. Chiediamo un altro metodo di lavoro».

La ricognizione, in ogni caso, riprenderà questa mattina per concludersi entro qualche giorno. Queste rilevazioni servono a calcolare il prodotto presente sui filari dei vari allevamenti, quantificare in peso il volume di cozze da distruggere per poter in seguito calcolare l’entità dell’indennizzo garantito dall’amministrazione comunale. Il Comune di Taranto ha stanziato 200mila euro per compensare i danni subiti dai singoli produttori dopo il blocco delle vendite decretato dalla Asl.

Nello stesso momento in cui si chiudeva la ricognizione in mar Piccolo, Egidio D’Ippolito, presidente della cooperativa Pemios, e l’avvocato Pasquale Bottiglione, illustravano alla stampa l’esposto presentato in procura l’altro giorno. Il legale dei mitilicoltori chiede al procuratore della Repubblica di individuare le fonti di inquinamento e le eventuali responsabilità pubbliche nel caso in cui siano state omesse azioni di prevenzione e precauzione di natura amministrativa. Il legale, che per il momento assiste gli associati della cooperativa ma la tutela legale potrebbe allargarsi a tutti i mitilicoltori, chiede inoltre una perizia sotto forma di incidente probatorio tempestivo per evitare che i responsabili e i produttori degli agenti inquinanti sfuggano all’accertamento delle responsabilità. Seguirà la richiesta di risarcimento danni.

Il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, intanto, ha emanato l’ordinanza 52 «contingibile e urgente» che predispone la raccolta e lo smaltimento dei mitili ad opera dell’Amiu. Il Centro ittico coordinerà la rimozione dei mitili dai vivai, gli allevatori conferiranno il prodotto sulla banchina e l’Amiu si occuperà del trasporto all’inceneritore e allo smaltimento con tutti gli oneri a carico dell’amministrazione comunale. La distruzione avverrà, per il momento, mediante incenerimento nell’impianto dell’Amiu in ragione di un massimo di venti tonnellate al giorno. Per ora non è previsto lo smaltimento in discarica anche se sono almeno tre quelle in provincia di Taranto in grado di accogliere le cozze etichettate come «rifiuti speciali non pericolosi».


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