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Chiazze oleose in Mar Grande, allarme a Taranto

Sarà l’indagine effettuata dall’Arpa a stabilire l’esatta consistenza delle sostanze rinvenute in mare
20 gennaio 2012
Maria Rosaria GIgante
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno - 20 gennaio 2012

Chiazze oleose in Mar Grande, nella zona di Punta Rondinella in prossimità di alcuni scarichi della raffineria dell’Eni. Scatta subito l’allarme ma non si tratterebbe di idrocarburi e, soprattutto, non ci sarebbe alcun legame con gli scarichi delle immediate vicinanze. In corso, comunque, gli accertamenti che stabiliranno cause e origine del problema. E’ accaduto ieri mattina nel corso dei controlli di routine che si effettuano all’interno della raffineria ed anche nelle zone di scarico a mare. Ed è stato proprio nei pressi di uno scarico di acque di raffreddamento degli impianti, depurate e trattate anche sotto il profilo termico prima di essere sversate in mare, che gli addetti ai controlli si sono accorti di alcune chiazze oleose al largo, la più vicina della quale distava oltre 25 metri dallo scarico in questione.  Chiazze oleose in Mar Grande


Scattate immediatamente le procedure previste in questi casi con le segnalazioni alla Capitaneria di Porto, all’Arpa e agli enti locali. Immediato anche l’intervento della Ecotaras, una società specializzata nel settore del disinquinamento in mare, indicata dalla stessa Capitaneria, che ha provveduto a collocare intorno all’area interessata dalle macchie oleose speciali pannelli assorbenti. Intanto, ad un primo esame della sostanza presente in queste macchie, anche visivamente i tecnici intervenuti hanno escluso che possa trattarsi di idrocarburi che, a loro volta, presentano una colorazione iridescente, assente invece sulle chiazze rinvenute ieri. Dove si evidenziava piuttosto la presenza di materiale pulvirulento in sospensione, insomma materiale più pesante associato a polveri. 

Occorrerà comunque una nuova attività investigativa ambientale per capire cosa può essere accaduto. Dal canto suo, la raffineria non ha trascurato di effettuare ulteriori ispezioni e controlli sui propri impianti, compreso lo scarico a mare che non aveva registrato alcuna alterazione. In realtà il progressivo avvicinamento delle chiazze verso lo scarico - favorite nello spostamento dai venti che spiravano in direzione del litorale - ha fatto sì che si puntasse il dito verso la raffineria. Dopo i controlli, l’azienda ha escluso che l’origine del problema possa essere ricondotta ai propri impianti. Sarà comunque l’indagine che sarà effettuata ora dall’Arpa a stabilire l’esatta consistenza delle sostanze rinvenute in mare. I tecnici dell’Ecotaras contano di assorbire del tutto la sostanza oleosa riversata in mare entro la mattinata di oggi.

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