Il nodo delle garanzie finanziarie per l’ILVA e le sue discariche
TARANTO – Duro intervento dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano contro il nuovo decreto varato dal Governo sulla gestione dell’ex Ilva di Taranto. Il legale, tra i protagonisti del ricorso promosso dai Genitori Tarantini che ha portato alla decisione della Corte d’Appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo a partire dal prossimo 28 ottobre, contesta il provvedimento approvato nell’ultimo Consiglio dei Ministri.
La nuova disposizione consente alle società in amministrazione straordinaria che gestiscono impianti considerati strategici di presentare garanzie finanziarie con una durata minima di 1 anno. L’intervento normativo punta a evitare lo stop alla gestione dei rifiuti e all’utilizzo delle discariche dopo la diffida del Ministero dell’Ambiente, che dal 20 agosto aveva disposto la sospensione delle attività con possibili conseguenze sulla produzione.
Rizzo Striano spiega di aver atteso la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale prima di esprimere la propria valutazione su quello che senza giri di parole definisce un "Decreto Ammazza-Tarantini". Secondo l’avvocato, il Governo avrebbe nuovamente introdotto una disciplina specifica per il siderurgico tarantino facendo leva sulla qualificazione dell’impianto come struttura di interesse strategico nazionale.
“Il Governo, intervenendo sulla questione delle garanzie finanziarie necessarie per assicurare che il costo del ciclo dei rifiuti non gravi sull’erario, ha per l’ennesima volta varato una normativa ad aziendam che vale solo per Ilva”, sostiene il legale.
Al centro delle contestazioni di Rizzo Striano c’è soprattutto il rapporto tra la legislazione nazionale e il diritto dell’Unione europea.

Il legale contesta inoltre le motivazioni poste alla base della strategicità dello stabilimento e sostiene che gli interventi normativi adottati negli anni non abbiano eliminato le problematiche ambientali e sanitarie legate al complesso industriale.
“È anche una norma contraddittoria perché, invece che attenuare le cause per cui gli impianti sono di interesse strategico nazionale, le aggrava”, afferma Rizzo Striano.
L’avvocato concentra poi l’attenzione sulla pronuncia della Corte d’Appello di Milano, sottolineando che il nuovo decreto non sarebbe intervenuto sulla decisione riguardante l’area a caldo dello stabilimento.
“La decisione della Corte di Appello di Milano rimane un punto fermo”, dichiara il legale, secondo il quale i giudici milanesi avrebbero applicato i principi già stabiliti dalla Corte di Giustizia europea.
Per Rizzo Striano, un eventuale intervento legislativo destinato a neutralizzare gli effetti della pronuncia potrebbe determinare un contrasto con l’ordinamento comunitario. Il legale richiama a questo proposito anche precedenti verificatisi in altri Stati membri dell’Unione europea, citando Ungheria e Bulgaria, dove, secondo quanto riportato nel suo intervento, i rispettivi governi avrebbero successivamente modificato la propria posizione dopo le iniziative degli organismi comunitari.
La valutazione dell’avvocato sul nuovo decreto resta quindi fortemente critica. “Questo nuovo decreto è un’ennesima violazione del diritto comunitario, ma il termine imposto dalla Corte di Appello continua a decorrere”, sostiene.
Rizzo Striano conclude il proprio intervento tornando sulla scadenza che riguarda l’area a caldo dell’ex Ilva e, nel comunicato, scandisce il conto alla rovescia verso il 28 ottobre, termine stabilito dalla decisione della Corte d’Appello di Milano.
Articoli correlati
Un esperimento di citizen science per il controllo dell'inquinamento industrialeIl lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto
La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.8 agosto 2026 - Antonio Poggi
Altri cento milioni di euro a ILVA spa in Amministrazione straordinariaCrisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati
E' stata richiesta all'Associazione PeaceLink una memoria con le osservazioni all'ultimo decreto legge del Governo. Si allega a questa pagina web il testo che abbiamo elaborato per i deputati della Commissione Finanze.29 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Cosa ci ha mosso di così grave da affrontare una causa che avremmo potuto perdere?Non poteva continuare così, si doveva fermare
Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli
Alcune precisazioni sul decreto dei magistrati di Milano"Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"
Il parere dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano (associazione Genitori Tarantini) sul decreto della Corte d’Appello di Milano che impone il fermo delle emissioni nocive alla salute dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto entro 90 giorni27 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network