Il rigassificatore di Porto Empedocle Un mostro da 320 mila metri cubi d'acciaio e otto miliardi di metri cubi di gas all'anno. In arrivo dalla Nigeria e destinato al nord Italia. La rivolta di comitati e ambientalisti.
E’ vergognoso che un impianto industriale venga pubblicizzato come fosse un’attrazione turistica, ma ancor piu’ vergognoso che organi stampa che avrebbero il compito di informare la popolazione, dopo averci ‘’imbavagliati’’, siano passati a fare attivita’ propagandistica in favore del rigassificatore.
Dal Fai ai politici della zona. Un fronte trasversale si oppone all´impianto progettato dall´Enel Porto Empedocle, comitati in campo "Il rigassificatore è una minaccia". La presidente del Fondo per l´ambiente Giulia Crespi si è rivolta al ministero
Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa taglia la strada al collega dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. Come? Con un rigassificatore.
5 dicembre 2007
Il rigassificatore minaccia la Valle e allontana l'Unesco
Linserimento nella lista Unesco, voluto dallallora sovrintendente archeologa Fiorentini e dal presidente della Provincia Vivacqua, ha comportato un iter complesso.
5 dicembre 2007
La denuncia del Comitato Contro il Rigassificatore di Agrigento
Taranto, Brindisi, Livorno o Porto Empedocle, cosa cambia? Solo silenzio e menzogne. Guardate come in Spagna si possono realizzare i rigassificatori con l’uso del manganello…
Le truppe ucraine di prima linea oscillano tra i 200.000 e i 400.000 soldati. L'esercito invisibile dei renitenti alla leva è invece di circa 2 milioni di uomini attivamente ricercati, superando di gran lunga l'intero apparato militare dello Stato. I disertori nel 2026 sono aumentati dell'83,9%.
What was once done in secret has now become public, marking a transition of extreme political gravity. At the beginning of the conflict, the secrecy of centres like Wiesbaden prevented NATO's involvement from appearing excessive. Now, however, operations are conducted openly towards escalation.
L’esplosione alla KNDS di Colleferro riapre le ferite di un secolo di produzione bellica. Incidenti, vittime e inquinamento segnano la storia del polo, dove il rischio per la comunità è il prezzo di scelte di guerra.
Ciò che veniva fatto di nascosto è oggi diventato pubblico, segnando un passaggio di estrema gravità politica. All'inizio del conflitto, la segretezza di centri come Wiesbaden evitava che il coinvolgimento della NATO apparisse eccessivo. Ora invece si opera allo scoperto verso l’escalation.
A Bydgoszcz, in Polonia, sorge un edificio che potrebbe cambiare il modo in cui l'Occidente fa la guerra. È il JATEC, il Centro congiunto di analisi, addestramento e istruzione in cui ufficiali ucraini e alleati lavorano fianco a fianco, letteralmente, per analizzare le "lessons learned" dal fronte.
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