Recensione di Laura Tussi del numero di Marzo 2011, dedicato al centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. La Rivista rievoca la figura di Aldo Capitini, come testimone della storia, che ha posto le basi della Nonviolenza come “punto della tensione più profonda tesa al sovvertimento di una società inadeguata”. Infatti la Nonviolenza a livello planetario è la via d'uscita da posizioni insufficienti, per lanciare ponti di relazioni, reti di dialogo che sviluppino strategie di liberazione, per tessere la memoria e ricomporre l'infranto, come prova suprema di amore, per riprogettare il futuro e aprire varchi di speranza in società migliori fondate sulla libertà, la giustizia, l'uguaglianza e il rispetto dei diritti di tutti gli esseri umani.
L’intelligenza non è unica ma multipla e del tutto personale. Alla scuola l’arduo ed essenziale compito di trarre fuori la parte migliore di ogni allievo.
Margherita Bufi, Franca Carlucci, Anastasia Fracchiolla
Kairos. Liberazione. A partire dalla Terrasanta e dai palestinesi. Sintesi e voci dalla Giornata Onu per i diritti del popolo palestinese, celebrata in Italia a Fiesole.
Un miliardo per missili è un miliardo sottratto a scuola, sanità e trasporti. Il Coordinamento nazionale No Riarmo lancia una petizione basata sull’articolo 50 della Costituzione per invertire la rotta.
Il rafforzamento della presenza militare USA tra basi aeree e avamposti marittimi segna una nuova fase di ingerenza politica mascherata da lotta transnazionale al crimine organizzato
This bulletin provides a comprehensive analysis of the world's major crises, but also reveals some signs of hope linked to enlightened institutional actors and, above all, to the role of civil society. However, that "nuclear conscience" that once characterized the pacifist has faded.
PeaceLink esprime vicinanza alla famiglia di Bakari Sako e solidarietà alla comunità africana di Taranto e a tutte le associazioni che hanno promosso il presidio del 14 maggio, in Piazza Fontana alle ore 17.30, con lo slogan «Taranto non restare in silenzio».
Le parole della procuratrice Eugenia Pontassuglia dopo l'omicidio del 35enne immigrato maliano ucciso da una baby gang a Taranto mentre andava al lavoro. Il titolare del bar lo avrebbe cacciato fuori, lasciandolo in balia dei suoi aguzzini.
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