Nel tempo dei selfie e degli scatti h24, la fotografia d’autore è ancora un’arte. Talmente bella e profonda da togliere il respiro. Da proiettarci in altri mondi possibili.
Giovanni Gasparini
Intervista di Laura Tussi a Pier Paolo Cito, fotoreporter dell'Associated Press
Fotografare la guerra vera, addestrarsi per riconoscere le mine, fare corsi si sopravvivenza, ma anche spiegare ai bambini come di usa la macchina fotografica. Il profilo di una persona speciale che ci consente di vedere la guerra e farci sognare la pace.
Il primo premio consiste in: 500 Euro; segnalazione per artisti tra i 18 e i 35 anni, per l'inserimento in una mostra del progetto BAG (Borsa Arte Giovane); stampa di 10 ingrandimenti presso Hobbyfoto. Il concorso è aperto dai 12 ai 35 anni. Le foto patecipanti saranno selezionate dalla giura e la selezione di queste formerà una mostra presso la Biblioteca Benzi, piazza Odicini 10, Voltri il 17 e 18 dicembre e una presso ex Manifattura Tabacchi, via Soliman7, Sestri Ponente. Inoltre la selezione sarà pubblicata sul sito http://www.mediaeidentita.it. Scadenza per la partecipazione:10 dicembre 2007
La bilancia pende dalla parte degli Stati Uniti e questo è attribuibile alla natura "globale" della proiezione di potenza americana in particolare durante la Guerra Fredda.
Il direttore generale di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria ieri ha comunicato ai sindacati: «Da questa mattina non c'è più nulla di acceso. Tutti gli impianti dell'area a caldo sono stati spenti».
I dati delle perdite umane e dei costi economici. I numeri dimostrano che la politica estera USA risponde a dinamiche di continuità geopolitica che sono indipendenti dal colore politico della Casa Bianca. Le guerre dei democratici avrebbero tuttavia fatto più morti di quelle dei repubblicani.
A lanciare questa iniziativa è una coalizione di organizzazioni pacifiste americane. Tra queste spiccano Codepink, World Beyond War e Veterans For Peace, l'associazione degli ex combattenti americani che, dopo aver vissuto l'orrore della guerra, oggi dicono no ai piani militari di Trump.
“Sarebbe ingenuo leggere ogni scheda come una dichiarazione nonviolenta. Ma sarebbe altrettanto miope ignorare la stanchezza verso chi pretende di governare il mondo con le armi. Anche il voto può interrompere questa pretesa”.
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