La «disinformazione» di guerra: i «10000 morti» e le «fosse comuni»; la «caduta» nelle mani degli insorti della tranquillissima Sirte, la città simbolo (e natale) di Gheddafi.
Dopo mesi dallo scoppio della cruenta rivolta libica e dopo l'inzio della «guerra umanitaria», è di sollievo sapere che ormai è passata, anche da noi, la consapevolezza del «cortocircuito» sofferto (o cercato?) dalla informazione sulla guerra libica.
Da Jean-Paul Pougala un'analisi del perché la Libia fa così paura al "democratico" Occidente e un appello a tutto il popolo africano a riappropriarsi della propria dignità e rispettabilità.
Presentata al Parlamento la Relazione annuale prevista dalla Legge 185/90 relativa all’anno 2025 sulle operazioni autorizzate e svolte in tema di esportazioni, importazioni e transito dei materiali di armamento. Si registra un aumento del 19% delle autorizzazioni rispetto al 2024.
Come per Ustica, siamo di fronte alla storia di un segreto militare che per decenni ha impedito di fare piena luce su quanto accadde quella notte di traffici bellici.
Ad essere sconfitta non solo la multinazionale Cargill, ma anche il governo Lula, che aveva stretto un accordo per la privatizzazione del Tapajós e di altri fiumi
I pacifisti non possono che accogliere con sollievo questa svolta. La guerra di Trump rappresenta l'antitesi di quanto sancito nella Costituzione Italiana che nell'articolo 11 ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.
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