La recente scoperta di una vera e propria rete ‘ndranghetista, che ha cercato di dominare e opprimere la città di Francavilla e il circondario, è l’ultima (in ordine di tempo) dimostrazione che l’Abruzzo “isola felice” (come già scritto mesi fa) esiste solo nelle menti ipocrite di chi non vuol vedere, di chi vuol cullarsi in una pax borghese e disinteressata alle sorti comuni. La realtà dell’Abruzzo è questa da tantissimi anni.
Le recenti parole di Claudio Fava, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, sembrano calzare perfettamente anche alla nostra Regione: le mafie ci sono ma si preferisce troppo spesso non vedere, non cercare, girare la testa dall’altro. Per cullarsi nell’inganno dell’isola felice
I grandi sponsor e finanziatori di Daesh sono da cercarsi anche tra le petromonarchie alle quali Stati Uniti e stati europei (Italia compresa) vendono armi a tutto spiano.
La narrazione mediatica anche italiana ancora una volta ha dimostrato chi è contro il terrorismo e chi è complice nella guerra contro il popolo curdo, l’unico a combattere e ad aver vinto contro l’ISIS, che vede il governo turco in prima fila
13 ottobre 2015 - Alessio Di Florio
Da Opportunismo intellettuale a Opportunismo politico
La "Primavera araba" è stata una opportunità che Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia hanno preso al volo per rimodellare il Medio Oriente e per garantirsi che questi fervori rivoluzionari diano sempre risultati di loro gradimento .
Ci s'indigna per il "Don Panino" viennese ma si tace per il Padrino ostentato in Italia, si denunciano le violenze all'estero ma si tace la repressione italica. Tacere o parlare è la convenienza di un momento, lacrime a comando e ipocrisia quotidiana...
La recente sentenza della Corte Europea ha scatenato i commenti e le prese di posizione più diverse. Ma quanti, tra i defensor fidei, con la stessa forza sono pronti a difendere i fratelli crocifissi dalla sofferenza, dalle guerre, dalla povertà, dalla violenza?
Si sta assendo ad una rapida accelerazione della ricerca nel settore delle cosiddette armi inabilitanti non-letali, ossia "armi esplicitamente progettate ed impiegate con lo scopo primario di inabilitare le persone o i mezzi materiali rendendo minima la probabilità di causare loro danni permanenti". Ma le armi pubblicizzate come incruente, pulite ed appunto "non-letali", nascondono invece almeno due grandi ipocrisie.
9 novembre 2003 - Marita Villa (Amnesty International)
Is it possible to strike Russia by launching drones from Ukraine and guiding them from Poland? The technology is ready, and Marian Zablotskyi, a Ukrainian MP, has tested it: "I piloted a drone from abroad". The NATO-Russia military confrontation risks becoming direct and catastrophic.
E' possibile colpire la Russia facendo decollare droni dall'Ucraina e guidandoli dalla Polonia? La tecnologia è pronta e Marian Zablotskyi, parlamentare ucraino, l'ha sperimentata: "Ho pilotato un drone dall’estero". Lo scontro militare NATO-Russia rischia di diventare diretto e catastrofico.
L'Institute for the Study of War ha documentato operazioni dei droni russi nelle retrovie del fronte contro veicoli, autocisterne, mezzi logistici, posti di comando e altri obiettivi lungo strade e ferrovie anche a decine di chilometri dalla linea di contatto.
Occorre fare in modo che l'Intelligenza Artificiale divenga un partner cognitivo, un "compagno di apprendimento" che aiuti gli attivisti ad analizzare meglio la complessità e a creare percorsi di ricerca per sperimentare nuove competenze e acquisire nuove conoscenze.
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