A solo mese della ripartenza e successivamente all'esecuzione degli interventi previsti dalle prescrizioni della Procura della Repubblica di Taranto i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb denunciano il cedimento del rivestimento dell'altoforno appena rifatto
1 marzo 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
Ilva, il Tribunale del Riesame consente la prosecuzione della produzione dell'Altoforno 2 (AFO2)
Angelo Bonelli: "Come sia possibile che sia consentita la facoltà d’uso per AFO2 di fronte ad una sentenza della Corte Costituzionale di meno di 2 anni fa, che aveva dichiarato illegittima una norma del Decreto 92/2015 proprio sulla facoltà d’uso?"
7 gennaio 2020
Il giudice Francesco Maccagnano aveva ordinato lo spegnimento dell'impianto
Un incidente mortale nel 2015 aveva ucciso l'operaio Alessandro Morricella, bruciato vivo davanti all’altoforno 2 dell'ILVA. Oggi il Tribunale del Riesame concede un'altra proroga alla produzione. Il comunicato di PeaceLink.
Fu uno dei pochi vescovi argentini che si oppose alla giunta militare e pagò il suo coraggio con la vita sfidando le gerarchie della Chiesa fedeli a Videla, rimaste in silenzio nonostante le sue ripetute denunce
Tra repressione sociale, interessi delle oligarchie e subordinazione a Washington, il governo accelera la riforma dello Stato. Sindacati e opposizioni denunciano il tentativo di rendere irreversibile il modello neoliberista e aprire il Paese alla rimilitarizzazione statunitense
Anche Rossana Rossanda aderì al comitato che chiedeva la revisione del processo che aveva portato alle condanne dei neofascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini. E' allegata a questa pagina web la condanna definitiva.
Lo stordimento e l'incredulità lasciarono presto spazio alla graduale consapevolezza di un evento tremendo. "Le lenzuola trasportate dai soccorritori volontari contenevano persone o quel che ne rimaneva", ricorda ancora oggi. E' la storia di un sopravvissuto per un pugno di salamini e una pesca.
Nel 1978, durante il sequestro di Aldo Moro, via Gradoli 96 fu scelta come base operativa dalle Brigate Rosse. Un luogo che, come hanno ricostruito le indagini, era "marchiato" dai servizi segreti. Poi utilizzato dai neofascisti.
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