Violenze, torture e uccisioni sommarie

Le violazioni dei diritti umani in Siria oggi sotto la guida di al-Jolani

L'attenzione ai diritti umani mostrata verso l'Iran sembra attenuata per la Siria. Tutto questo evidenzia un "doppio standard" dovuto probabilmente al fatto che l'Occidente ha appoggiato il nuovo corso dell'ex terrorista al-Jolani accreditandolo come uomo del cambiamento democratico in Siria.
24 gennaio 2026
Redazione PeaceLink
In Siria il crollo del regime di Bashar al-Assad nel dicembre del 2024 ha segnato l’inizio di una fase nuova e complessa. Il potere è passato, de facto, a un insieme di forze armate e politiche guidate in parte da ex miliziani dell’organizzazione islamista Hayʾat Tahrir al-Sham (HTS), e con Ahmad al-Sharaa (noto come Abu Mohammad al-Jolani) nel ruolo di presidente ad interim. Pur annunciando riforme e percorsi di giustizia, l’attuale scenario siriano presenta persistenti e profonde violazioni dei diritti umani che testimoniano quanto difficile sia una transizione verso una società rispettosa dei diritti fondamentali.
Secondo Human Rights Watch, nonostante la caduta di Assad, diverse forze armate ora integrate nelle strutture di potere siriane hanno continuato, anche dopo il 2024, a compiere abusi gravi contro i civili. HTS e gruppi alleati sono stati coinvolti in arresti arbitrari, detenzioni, torture e violenze sommarie contro persone percepite come oppositori o critici, mantenendo un clima di insicurezza e paura in molte aree del paese. Queste violazioni rientrano in un quadro più ampio di repressione politica e limitazione delle libertà civili. (Human Rights Watch)
La narrazione ufficiale del nuovo governo parla di impegni per la giustizia e la riconciliazione, ma Amnesty International ha sottolineato che le autorità siriane – pur avendo ricevuto raccomandazioni e appelli – non hanno ancora posto in essere misure efficaci e trasparenti per affrontare la violazione dei diritti umani e garantire accountability per il passato e il presente. Amnesty International ha ribadito la necessità che l'attuale governo siriano garantisca i diritti alla verità, alla giustizia e alla riparazione per le vittime di torture, sparizioni forzate, uccisioni illegali e altri abusi, e che ciò avvenga in collaborazione con la società civile e organismi internazionali. (Amnesty International)
La violenza settaria e il ciclo di vendette che ha segnato il conflitto hanno lasciato ferite profonde nella società siriana. Nel marzo del 2025, una serie di massacri nella regione costiera della Siria ha portato alla morte di centinaia di civili. Molte delle vittime sono appartenenti alla minoranza alawita. Gruppi armati allineati con il nuovo governo siriano e milizie varie sono stati accusati di responsabilità diretta in questi episodi, contribuendo a un clima di sospetto e ritorsione settaria. Secondo il Syrian Observatory for Human Rights (SOHR) e la Syrian Network for Human Rights (SNHR), il numero dei civili uccisi in quel periodo supera il migliaio, con centinaia di morti documentati nelle province di Latakia e dintorni. (Wikipedia)
Le autorità, pur condannando alcune delle violenze, non hanno finora garantito indagini indipendenti e imparziali con risultati concreti, né hanno perseguito in modo credibile chiunque sia sospettato di ripetute violazioni dei diritti umani. Human Rights Watch ha evidenziato che gruppi armati ora integrati nell’apparato statale continuano a detenere e torturare i civili senza che vi siano segnali chiari di riforma o riorganizzazione della sicurezza pubblica per prevenire tali abusi. (Human Rights Watch)
Le raccomandazioni dei gruppi per i diritti umani sono state chiare: la nuova leadership deve adottare riforme strutturali che includano l’indipendenza della magistratura, il rispetto del diritto penale internazionale, la protezione contro la tortura e la sparizione forzata, e la garanzia che ogni detenuto abbia accesso a un processo equo. Amnesty International ha inoltre chiesto che si dia priorità alla partecipazione delle vittime e delle loro famiglie nei processi di giustizia e riparazione, in modo da restituire dignità alle persone colpite da abusi e costruire fiducia nella possibilità di un futuro più giusto. (Amnesty International)
La situazione resta fluida e altamente instabile. Le comunità più vulnerabili, compresi i minori, le minoranze religiose e chi aveva già subito abusi in passato, continuano a vivere con la paura che il ciclo di vendette e impunità si ripeta, senza una solida protezione giuridica e umanitaria.
L'attenzione ai diritti umani mostrata dai mass vedia verso l'Iran sembra fortemente attenuata per la Siria. Tutto questo evidenzia un "doppio standard" dovuto probabilmente al fatto che l'Occidente ha appoggiato il nuovo corso dell'ex terrorista al-Jolani accreditandolo come uomo del cambiamento democratico in Siria.
LINK UTILI
Link di Amnesty International
Al Jolani è quello a destra

Note: Nell'immagine di questa pagina web tratta da Wikipedia si vede l'ex terrorista siriano al-Jolani (oggi noto alla stampa mondiale come Ahmed al-Sharaa) in giacca e cravatta a destra, assieme a Trump e a Mohammed bin Salman. Quest'ultimo è il principe ereditario saudita che ha fatto uccidere il giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Le accuse verso Mohammed bin Salman sono state archiviate dalla magistratura Usa. "Il magistrato, che ha alle spalle una lunga storia di casi che riguardano la sicurezza nazionale americana, ha ammesso di essere "a disagio" ad annunciare l'archiviazione ma ha detto di avere le mani legate dalla decisione del dipartimento di Stato Usa che, a metà novembre, ha concesso l'immunità al principe ereditario saudita a seguito della sua elezione a premier. Una scelta che ha sollevato un polverone contro il presidente Biden e tutta la sua amministrazione accusati da membri del Congresso e da gruppi per la difesa dei diritti umani di aver ceduto a 'petrolio e denaro'". Questo si legge su Repubblica del 7 dicembre 2022.

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