Il Presidente Bolaños, ancora una volta, non ha perso l'occasione per dimostrare la sua fedeltà agli Stati Uniti, unico suo vero alleato a cui si appoggia continuamente per far fronte all'isolamento politico in cui è caduto ormai da molto tempo
Da lunedì 21 febbraio i maestri del Nicaragua daranno inizio al nuovo anno scolastico dopo tre settimane di sciopero e mobilitazioni, che hanno costretto governo e deputati a trovare una soluzione al drammatico problema dei miseri stipendi di cui godeva il settore Educazione.
Impressionante prova di forza dei maestri di tutto il Nicaragua, che hanno sfilato per le strade di Managua sotto un sole cocente e si sono concentrati davanti al Ministerio de Hacienda y Credito Publico.
Josè Antonio Zepeda, maestro,è deputato supplente per il Frente Sandinista e Segretario generale della Asociaciòn Nacional de Educadores de Nicaragua (ANDEN) la famosa Confederazione sindacale da sempre alla testa delle lotte dei maestri del Nicaragua
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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