Ancora una volta, chi si batte per la difesa dei diritti umani in Russia paga con la propria vita. Le parole di Anna Politkovskaja raccontano il coraggio dell'avvocato Stanislav Markelov
20 gennaio 2009 - Elena Murdaca
Omicidio a contratto per avvocato e giornalista che difendevano i diritti dei ceceni
L'uccisione in pieno giorno, in pieno centro a Mosca, di un avvocato impegnato per i diritti umani in Cecenia e di una giornalista della Novaya Gazeta che si trovava con lui, rinnovano la rabbia, l'oltraggio e l'impotenza in un Paese dove perseguire alcuni colpevoli è, in alcuni casi, opera vana, oltre che rischiosa per la propria vita
Un elicottero con una delegazione di ufficiali precipita nel Caucaso del nord. Le autorità si affrettano a dichiararlo un incidente, mentre militanti islamici rivendicano il sabotaggio
L'inverno scorso in Russia un soldato è stato picchiato selvaggiamente da alcuni commilitoni. Due articoli di Anna Politkovskaya che raccontano la vicenda
Dima Panteleev è stato ucciso di botte, all'inizio di agosto, in una caserma non lontano da Mosca. Unico testimone Oleg, suo amico e commilitone. Che ora le autorità russe non fanno incontrare neppure con la madre
Si chiede se il governo ha commissionato uno studio sui morti e feriti attesi in caso di guerra nucleare, in particolare sugli impatti sanitari a breve, medio e lungo termine e se, alla luce dei dati, il governo voglia sospendere la partecipazione italiana a Steadfast Noon.
Steadfast Noon non prevede l’uso di armi nucleari reali. Si utilizzano bombe da esercitazione prive di testate. Ma il ciclo che viene riprodotto è quello completo: allarme, trasporto delle bombe dai depositi sotterranei, montaggio sui caccia, decollo, rifornimento in volo, attacco e rientro.
Il Servizio sanitario nazionale ha accumulato negli ultimi quattro anni un definanziamento relativo di 18,8 miliardi di euro. E la spesa per il personale è inferiore di 36,8 miliardi.
Chiediamo di conoscere quali studi di simulazione siano stati commissionati circa gli effetti civili e sanitari di uno scenario di guerra nucleare e quali piani di emergenza civile, in particolare quelli sanitari, siano stati predisposti.
Una settimana di prove generali di guerra nucleare sui cieli italiani produce circa 15.000 tonnellate di CO2, emissioni che nessun inventario ufficiale registrerà. E se la prova diventasse realtà, una sola bomba su Ghedi contaminerebbe per generazioni la Pianura Padana.
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