Il mercurio è un metallo molto tossico per l’uomo anche perché tende ad accumularsi negli organismi viventi. I suoi danni si esplicano principalmente a livello del sistema nervoso. Il 90% degli elementi radioattivi emessi dalle centrali a carbone è costituito dal 210 Polonio e dal 210 Piombo. I prodotti alimentari più significativi ai fini della valutazione della dose di radiazioni sono i cereali e gli ortaggi.
Sono in corso in queste ore le "grandi manovre" per la misurazione della radioattività nei fumi dell'Ilva. Desta tuttavia forte perplessità il momento scelto per i controlli sulla eventuale presenza di radioattività industriale a Taranto.
Anche i tecnici Arpa chiedono controlli. L'azienda: allarmismo, intervenga la procura. In Gran Bretagna, nelle acciaierie Corus sono state trovate da anni tracce di radioattività. Intanto ieri è stata decisa la cassa integrazione per duemila dipendenti
Lettera aperta al ministro Prestigiacomo e al governatore Vendola. Da scrupolose ricerche scientifiche condotte nel Regno Unito, emerge che dai “camini della diossina” potrebbe fuoriuscire anche radioattività. Ne sarebbe responsabile il processo di sinterizzazione in un impianto di agglomerazione. Chiediamo di attivare quei controlli che il governo britannico ha adottato da tempo, applicando il Principio di Precauzione
31 ottobre 2008 - Peacelink - AIL - Comitato per Taranto
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
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