Verificate se ci sono emissioni di Polonio e Piombo radioattivo
Gentile Ministro Prestigiacomo,
gentile Governatore Vendola,
la recente polemica sulla questione della diossina non riteniamo che serva a risolvere la questione ambientale a Taranto. Se guardiamo infatti al passato, nessuno schieramento politico esce indenne da colpe. Potremmo fare un lungo e dettagliato elenco di gravi omissioni e ingiustificati ritardi dell’una e dell’altra parte.
Noi preferiamo pertanto guardare al futuro e giudicarvi per ciò che farete da oggi in poi.
Vi invitiamo a competere non nel lanciarvi accuse ma nella soluzione del problema. Vi diciamo questo: chi risolverà il problema diossina a Taranto acquisirà un merito indiscusso e lascerà una traccia duratura. Ve n’è abbastanza per cambiare approccio: per mostrare le proprie virtù e la reale funzione di servizio ai cittadini.
Vogliamo capire chi da ora in poi, con umiltà e senso di responsabilità, saprà ridurre le emissioni inquinanti, tutelare la salute pubblica e sanare le gravi omissioni che entrambi gli schieramenti politici hanno accumulato. Sia il governo Berlusconi sia il governo Prodi potevano abbassare il vergognoso limite di diossina di 10.000 nanogrammi a metro cubo, ma nessuno dei due governi ha mosso un dito. Questa è la verità che non dice nessuno e che noi possiamo dire a voce alta perché siamo al di fuori della competizione politica.
Oggi non ha senso trovare un colpevole perché colpevoli sono entrambi. Se ci avvitiamo nel botta-e-risposta della polemica politica non uscirà alcun vincitore ma avremo un solo perdente: la popolazione esposta alla diossina.
Ma la ragione per cui vi scriviamo va a toccare una questione inedita e a nostro avviso degna di seria considerazione.
Vogliamo sottoporre a verifica una ipotesi inquietante che, se confermata, aggiungerebbe una nuova ragione di preoccupazione ambientale e sanitaria: la radioattività di origine industriale.
Da scrupolose ricerche scientifiche condotte nel Regno Unito, emerge che dai “camini della diossina” può fuoriuscire anche radioattività. Ne sarebbe responsabile il processo di sinterizzazione in un impianto di agglomerazione. Il minerale di ferro trattato nell’impianto di agglomerazione contiene infatti tracce di uranio. Data l’enorme quantità di minerale di ferro trattata, l’uranio complessivo che entra in un impianto di agglomerazione acquisisce una significativa consistenza complessiva, tale da rilasciare isotopi radioattivi derivanti dal processo di sinterizzazione.
Nelle acciaierie del Regno Unito dove hanno verificato che dai “camini della diossina” può uscire una significativa quantità di Piombo 210 e Polonio 210, isotopi radioattivi derivanti dal decadimento dell’Uranio 238. Attorno agli impianti di agglomerazione britannici le misurazioni della radioattività hanno dato valori superiori alla soglia di rilevanza.
Gli impianti britannici di agglomerazione apparterrebbero alla stessa categoria (“sinter plant”) in cui rientra anche l’impianto di agglomerazione dell’Ilva di Taranto. Il governo britannico è dovuto intervenire nell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) del 2002 con prescrizioni per ridurre al minimo le emissioni di radioattività.
Il governo britannico si è preoccupato della salute dei cittadini sia per la diossina sia per la radioattività prescrivendo limiti che in Italia non sono mai entrati in vigore. Limiti che, per la radioattività, devono essere ancora verificati con rigorose misurazioni scientifiche.
Vi chiediamo pertanto di indagare per verificare a Taranto l’eventuale presenza di Piombo 210 e Polonio 210 nell’ambiente. Controllate che anche a Taranto non vi sia questo pericolo radioattivo applicando il Principio di Precauzione che interviene quando in campo scientifico emerge un ragionevole dubbio. Vi chiediamo di attivare quei controlli che il governo britannico ha adottato precauzionalmente a tutela della salute dei suoi cittadini.
Nel caso sia riscontrata la presenza di radioattività nell’ambiente sarà vostro compito prescrivere la migliore tecnologia per le riduzione delle polveri.
Facciamo presente che la sola aggiunta dell’urea per ridurre la diossina non abbatte le polveri dell’impianto di agglomerazione. Nell’ipotesi che le polveri dell’agglomerato fossero contaminate da Piombo 210 e Polonio 210, l’aggiunta di urea non ridurrebbe l’impatto sulla città di tali “polveri radioattive” in quanto il loro ammontare totale rimarrebbe invariato: Piombo 210 e Polonio 210 sono infatti veicolati dalle polveri.
Scriviamo questo non per procurare un ingiustificato allarme ma per avviare un’indagine che fughi ogni ragionevole dubbio, come è dovere della pubblica autorità.
Esistono oggi tecnologie capaci di tagliare di un decimo le emissioni di polveri dall’impianto di agglomerazione, di ridurre fino al 98% le emissioni di diossine e furani e di tagliare fino al 95% i metalli pesanti scaricati nell’atmosfera. Tali tecnologie agirebbero anche sulle eventuali emissioni di radioattività. Perché non applicarle subito anche in Italia?
Ci sembra che le cose da fare per il futuro siano tante e importantissime. A noi cittadini non interessa se la diossina la toglierà il centrodestra o il centrosinistra. A noi non interessa se il Polonio 210 lo cercherà il governatore Vendola o il ministro Prestigiacomo.
Sappiamo solo che, chiunque lo farà, acquisirà un prestigio e un rispetto indiscusso, che sovrasta la competizione politica. Chi saprà salvare i bambini di oggi dai tumori futuri, acquisirà un merito storico enorme.
Giocatevi la carta della solidarietà umana. Avvicinatevi alle mamme, ai malati, a chi teme per la propria salute. Guardate negli occhi la gente e mettete da parte ogni intento competitivo che non sia quello di agire per aiutarla. Attivatevi subito al massimo delle vostre capacità esercitando al meglio il vostro potere.
De Gasperi disse: "Il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle future generazioni". Vi chiediamo di essere statisti e di accantonare ogni altro fine che non sia quello della salvaguardia delle future generazioni.
Vi chiediamo: agite, agite subito! Non indugiate oltre! Garantiteci il diritto alla vita e al futuro!
Non acquisirà meriti chi lancerà la maggior colpa sull’avversario ma chi avrà dimostrato di aver agito meglio e subito.
Chi agirà in spirito di servizio riceverà il nostro ringraziamento. Chi non bloccherà i veleni sarà detestato dall’intera comunità.
Paola D’Andria - AIL
Lea Cifarelli - Comitato per Taranto
Alessandro Marescotti - PeaceLink
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