Nel 32% dei campioni di prodotti alimentari è stata individuata la presenza in tracce di cesio 137 ancora riconducibile all’incidente di Chernobyl. Su funghi spontanei superato il livello di riferimento per la concentrazione stabilito dalla normativa europea (600 Bq/kg).
Non solo luoghi ormai considerati apocalittici, ma anche posti apparentemente incontaminati figurano in questa inquietante classifica dei dieci luoghi più radioattivi del pianeta. Tra essi anche il Mar Mediterraneo.
Non dimentichiamoci di Fukushima!
Tutto quello che non è stato detto, taciuto, nascosto e che minaccia, ancora, la sicurezza della gente. Non solo giapponese.
Il mercurio è un metallo molto tossico per l’uomo anche perché tende ad accumularsi negli organismi viventi. I suoi danni si esplicano principalmente a livello del sistema nervoso. Il 90% degli elementi radioattivi emessi dalle centrali a carbone è costituito dal 210 Polonio e dal 210 Piombo. I prodotti alimentari più significativi ai fini della valutazione della dose di radiazioni sono i cereali e gli ortaggi.
Da oggi il governo è libero di costruire centrali nucleari in Italia e di individuare siti per depositare le scorie radioattive: ma di quale sviluppo parliamo?
I tecnici Arpa chiedono controlli. L'azienda: allarmismo, intervenga la procura. In Gran Bretagna, nelle acciaierie Corus sono state trovate da anni tracce di radioattività. Ieri è stata decisa la cassa integrazione per duemila dipendenti
Lettera aperta al ministro Prestigiacomo e al governatore Vendola. Da scrupolose ricerche scientifiche condotte nel Regno Unito, emerge che dai “camini della diossina” potrebbe fuoriuscire anche radioattività. Ne sarebbe responsabile il processo di sinterizzazione in un impianto di agglomerazione. Chiediamo di attivare quei controlli che il governo britannico ha adottato da tempo, applicando il Principio di Precauzione
31 ottobre 2008 - Peacelink - AIL - Comitato per Taranto
Oltre alla diossina, anche Piombo-210 e Polonio-210
Stiamo parlando dell'impianto di agglomerazione, vera "bestia nera" dell'area a caldo. Assieme alla cokeria, l'impianto di agglomerazione si caratterizza per il suo potenziale impatto cancerogeno.
30 ottobre 2008 - Associazione PeaceLink
Il Ministro dell’ambiente del Governo Ombra presenta un’interrogazione parlamentare urgente
Il Ministro ombra: "Occorre realizzare un’approfondita campagna di monitoraggio dei siti marini dove si presuma siano avvenuti gli affondamenti delle navi e dei loro carichi tossici"
La radioattività da Uranio Impoverito sparsa in Iraq nella guerra del 2003 è notevolmente più alta che in ogni altro conflitto recente, tuttavia non è paragonabile a quella rilasciata da una bomba atomica. Tuttavia i suoi effetti, a livello di decine di migliaia di morti di tumore che dovremo attenderci nei prossimi anni, sono comparabili.
14 aprile 2004 - Massimo Zucchetti, Comitato Scienziate e Scienziati contro la Guerra
Materiale ferroso con valori anomali (Cesio) alla Beltrame
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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