Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Radioattività industriale, sono partiti i controlli

Sono in corso in queste ore le "grandi manovre" per la misurazione della radioattività nei fumi dell'Ilva. Desta tuttavia forte perplessità il momento scelto per i controlli sulla eventuale presenza di radioattività industriale a Taranto.
31 gennaio 2009

Pericolo nucleare
Sono in corso in queste ore le "grandi manovre" per la misurazione della radioattività nei fumi dell'Ilva. E' stata posizionata una sonda dell'ISPRA per la misura della radioattività nei fumi, con la collaborazione del Dipartimento Provinciale dell'ARPA.

Saranno effettuate anche rilevazioni delle eventuali ricadute di radioattività nella città di Taranto. Queste misure sono collegate alla nostra richiesta di verifica della radioattività nelle polveri emesse dall'Ilva.

PeaceLink, l'AIL e il Comitato per Taranto sollevarono infatti la questione il 31 ottobre 2008 evidenziando come nel Regno Unito ci sia grande attenzione per la radioattività emessa dalle acciaierie.

Scrivemmo al Ministro dell'Ambiente e al Presidente della Regione Puglia per chiedere una verifica anche sull'Ilva dove è in funzione il più grande impianto di agglomerazione europeo.

Ad esempio la Corus, nel 1996, appena riscontrò il rischio di radioattività, avvisò il governo inglese. Seguirono dei controlli e attualmente vi sono prescrizioni che obbligano la Corus a ridurla ai minimi termini. Al contenimento della radioattività in limiti prefissati è stato vincolato nel Regno Unito il rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per le acciaierie.

Desta tuttavia forte perplessità il momento scelto per i controlli sulla eventuale presenza di radioattività industriale a Taranto. Infatti sono in marcia solo due altoforni, l'AFO2 e l'AFO5, mentre sono fermi gli altri tre, l'AFO1, l'AFO3 e l'AFO4. Anche l'impianto di agglomerazione è per metà fermo: una delle due linee di produzione, la linea D, è cioè "spenta". Le potenziali fonti di polvere radioattiva, con polonio 210 e piombo 210, secondo la letteratura tecnica, sono sia gli altoforni sia l'impianto di agglomerazione. In quest'ultimo vengono riutilizzati i "materiali di ritorno", ossia tutti i residui ferrosi di lavorazione provenienti dagli impianti dello stabilimento (altoforni, acciaierie, laminatoi, tubifici, ecc.). L'impianto di agglomerazione è cioè il "digestore" dello stabilimento.

I residui di lavorazione in esso convogliati sono potenzialmente contaminati da diossine, polveri radioattive, metalli pesanti, e così via. In questo momento le polveri d'altoforno sono ridotte proprio perché due altoforni prima in funzione sono fermi. Altri impianti marciano a regime ridotto.

Ci chiediamo quale reale attendibilità possa avere un controllo in una situazione così "depotenziata". Questo vale in particolare per l'eventuale presenza di radioattività in città.

Forse mai Taranto è stata così "pulita", e ciò a causa della crisi mondiale del mercato dell'acciaio.

Viene quindi effettuato un monitoraggio - dopo un ritardo di tre mesi - su un contesto non routinario dell'Ilva. Quanta radioattività potranno trovare i tecnici nell'aria che respiriamo se l'Ilva è in buona parte "spenta"?

Questi controlli andavano effettuati prima, quando sollevammo il caso a livello nazionale.

Alessandro Marescotti
Biagio De Marzo
PeaceLink

Paola D'Andria
AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie)

Michele Carone
Comitato per Taranto

Articoli correlati

  • Ex Ilva: diffida a ministro dopo sentenza Corte Ue, stop Taranto
    Ecologia
    Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea su Acciaierie d’Italia

    Ex Ilva: diffida a ministro dopo sentenza Corte Ue, stop Taranto

    Le associazioni ambientaliste Genitori Tarantini e Peacelink hanno inviato una diffida al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e alla direzione Valutazioni ambientali del ministero, chiedendo di “volere immediatamente sospendere l’attività produttiva” della fabbrica di Taranto.
    11 luglio 2024 - AGI
  • Spiegazione della sentenza della Corte di giustizia dell'UE sull'ILVA
    Ecologia
    Piccolo Bignami per chi si fosse perso

    Spiegazione della sentenza della Corte di giustizia dell'UE sull'ILVA

    La Corte di Giustizia dell'UE ha stabilito che le autorità nazionali devono effettuare una valutazione degli impatti sulla salute umana prima di autorizzare l'ILVA. In presenza di gravi rischi per l'ambiente e la salute, devono sospendere le operazioni piuttosto che concedere proroghe.
    25 giugno 2024 - Redazione di PeaceLink
  • Rifinanziamento attività gestione stabilimento ILVA e deroga alle norme sulla sicurezza
    Ecologia
    PeaceLink chiede invece di finanziare la sorveglianza sanitaria e la cura dei cittadini più esposti

    Rifinanziamento attività gestione stabilimento ILVA e deroga alle norme sulla sicurezza

    Dati sconcertanti emergono dall'audizione del presidente di PeaceLink al Senato: dal 1° novembre 2018 al 31 dicembre 2022, la gestione dell'ex Ilva ha accumulato passività globali per ben 4 miliardi e 700 milioni di euro, come confermato da fonti governative (esattamente 4.737.693.528 euro).
    28 maggio 2024 - Redazione PeaceLink
  • Palazzina LAF: un film sulla fabbrica, sul potere e sulla speranza
    Cultura
    E' un invito a non arrendersi mai

    Palazzina LAF: un film sulla fabbrica, sul potere e sulla speranza

    Michele Riondino, regista e attore protagonista, ricostruisce una pagina buia dell'ILVA di Taranto. Palazzina LAF è un "film necessario" ed è una "storia universale" che aiuta a riflettere sul potere e sulle sue vittime ma anche sulla capacità di riscatto dei lavoratori.
    Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.15 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)