Ho scritto questo libro, per fornire un quadro coerente dal punto di vista teoretico e morale che possa servire come punto di partenza per un processo storico di cambiamento. Soprattutto la società civile è stata spinta ad agire ed è impegnata in una politica di emancipazione. La chiave per il superamento della povertà di massa risiede nell’empowerment sociale e politico dei poveri.
L'augurio per il 2004 e' quello di controllare sempre di piu' un potere che ormai compie di nascosto le sue scelte più importanti. Questa e' la pacifica e simpatica rivoluzione a cui tutti possiamo partecipare, anche on line. Per il 2004 invitiamo tutti a mantenere in movimento il sito web della pace con un libero contributo sul ccp 13403746 intestato a PeaceLink, c.p.2009, Taranto. Ne abbiamo bisogno: quest'anno 10 mila utenti al giorno hanno consultato PeaceLink, con un picco di 20 mila quando Bush ha avviato la guerra. Il volume di bytes trasmessi aumenta ogni anno e la banda dati rischia di esaurirsi.
Dalla riforma del lavoro all’offensiva contro la memoria fino alla progressiva cancellazione dei diritti in nome dell’individualismo più sfrenato Javier Milei ha riportato il paese ad una situazione non dissimile da quella del 24 marzo 1976
Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina "Diritti Umani" lancia un allarme: le riforme scolastiche stanno riducendo le ore delle discipline giuridiche ed economiche, indebolendo l'educazione alla legalità e la funzione civica della scuola.
Oggi, 29 marzo 2026, Domenica delle Palme, la polizia israeliana ha bloccato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, e padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, impedendo loro di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Messa.
Ieri, 28 marzo 2026, anche Roma ha parlato chiaro. Il corteo "No Kings Italy" ha invaso le strade della capitale con una partecipazione largamente superiore alle aspettative: gli organizzatori hanno dichiarato 300.000 presenti, in una mobilitazione definita una grande marcia popolare.
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
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