Proponiamo a tutti i pacifisti e gli amanti della nonviolenza una piccola azione diretta nelle Piazze d'Italia per contestare la retorica militarista e guerrafondaia e chiedere di ristabilire la verità storica
27 ottobre 2009 - PeaceLink, Beati i Costruttori di Pace, Movimento Nonviolento, Pax Christi
La retorica che offende la memoria di Paolo Borsellino
Durante la commemorazione di Falcone nell'aula bunker di Palermo un giovane ha inchiodato il ministro dell'Interno alle responsabilità della classe politica italiana. E' stato insultato e deriso.
Anche quest’anno è stata solo l’occasione per il teatrino della politica, per gli isterismi dei partiti. Le commemorazioni solo contorno di tanti cicisbei.
"le guerre sono combattute dalla più bella gente che c'è, o diciamo pur soltanto dalla gente, per quanto, quanto più ci si avvicina a dove si combatte e tanto più bella è la gente che si incontra; ma sono fatte, provocate e iniziate da precise rivalità economiche e da maiali che sorgono a profittarne ..." (Addio alle armi, Ernest Hemingway)
Contro le guerre, il riarmo, le testate nucleari. Comunicato stampa di ANPI, CGIL e numerose realtà sociali e pacifiste che promuovono una mobilitazione unitaria e nonviolenta contro l’escalation militare globale.
Tre anni fa serviva un visionario, oggi serve un costruttore. Ieri bisognava ripensare l’azienda, oggi bisogna riempire le linee di produzione. Ieri l’innovazione, oggi le consegne
Per secoli, la teoria della guerra giusta (da Sant’Agostino a Tommaso d’Aquino, fino a oggi) ha fatto da riferimento. Ma la nuova enciclica papale ci dice che quella cornice è superata alla luce in particolare delle novità tecnologiche dovute all'Intelligenza Artificiale in ambito militare.
Il massacro di venti contadini nel Bajo Aguán riaccende le polemiche contro uno Stato accusato di proteggere agroindustria, latifondisti e interessi criminali
Non ci si interroga sulle ingiustizie sociali, sui diritti perduti, sulla povertà culturale, sull’abbandono delle periferie, sulla solitudine crescente. E allora l’altro diventa il colpevole perfetto. Il povero contro il povero. Il penultimo contro l’ultimo.
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