Obiettivo dell'evento sarà promuovere la collaborazione tra membri e partners di IDDC e Il Segretariato di African Decade al fine di raggiungere le finalità del Decennio Africano per la disabilità
18 maggio 2006 - Davide Sacquegna
Viaggio attraverso la fisioterapia in diversi contesti socio culturali
Vincitrice nel 2004 della medaglia d'oro al valor civile "Fatimah Jinna", è stata una delle personalità più importanti per la promozione dei diritti umani in Pakistan
Un Progetto di aiuto alle popolazioni dello stato dell'Andra Pradesh, fondato sulla partnership con le realtà locali, le sole che possano garantire una conoscenza profonda del territorio e della cultura del luogo
21 aprile 2005 - Davide Sacquegna
L’Istituto accoglie al suo interno orfani, anziani e disabili rifugiatisi qui a causa della guerra
Dal 1997 l’AIFO collabora in Liberia con il Sampson Saywon Boah Institute (SSBI), un’ONG locale che opera nel campo dell’agricoltura, dell’educazione, dell’assistenza e della sanità.
Ciò che veniva fatto di nascosto è oggi diventato pubblico, segnando un passaggio di estrema gravità politica. All'inizio del conflitto, la segretezza di centri come Wiesbaden evitava che il coinvolgimento della NATO apparisse eccessivo. Ora invece si opera allo scoperto verso l’escalation.
A Bydgoszcz, in Polonia, sorge un edificio che potrebbe cambiare il modo in cui l'Occidente fa la guerra. È il JATEC, il Centro congiunto di analisi, addestramento e istruzione in cui ufficiali ucraini e alleati lavorano fianco a fianco, letteralmente, per analizzare le "lessons learned" dal fronte.
Joint Analysis, Training and Education Centre (JATEC) è la prima organizzazione congiunta tra la NATO e l'Ucraina, istituita all'interno della struttura di comando dell'Alleanza. Inaugurato nel 2025 in Polonia, rappresenta un ponte tra la NATO e l’esercito ucraino per “imparare” dalla guerra.
Se la priorità in un conflitto scivola dall'elaborazione di una soluzione diplomatica alla necessità di affinare le tecnologie e di garantire rendimenti finanziari al capitale militare, la pace cessa di essere l'obiettivo strategico. Diventa, al contrario, un fattore di disturbo economico.
Il corteo è partito alle 10 dal faro del porto e sta percorrendo la riva, portando con sé un simbolo che squarcia l'allegria estiva: un sudario bianco lungo 25 metri e largo 8 con i nomi e le età dei bambini e delle bambine uccisi a Gaza.
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