Val'Agri «Scaricano fanghi del petrolio senza royalty»
Ottenere le royalty per le compensazioni ambientali e per il mancato utilizzo alternativo dell’area nella quale da un decennio si trova la discarica che riceve i fanghi del petrolio da tutta la Val d’Agri: è questo quello che chiede l’amministra - zione comunale di Guardia Perticara, che ha in località «Matina» la discarica di rifiuti speciali gestita dalla Semataf.
Una richiesta inserita come clausola nell’accordo Total- Regione Basilicata per l’impianto di Tempa Rossa. «Finora- spiega il sindaco Massimo Caporeale - abbiamo ricevuto solo le royalty indirette derivanti dal fatto di trovarci nel territorio delle estrazioni petrolifere e l’unico tornaconto ottenuto per la discarica sono 10 posti di lavoro. Anche il presidente della Regione De Filippo ha considerato giuste le nostre richieste».
Realizzata nel 1998, la discarica di «Matina» tra impianto di trattamento e discarica vera e propria ha ora una capienza di circa 30 mila metri cubi, contro i circa 150 mila iniziali. Nei mesi scorsi sono state rinnovate le autorizzazioni necessarie per l’ampliamento della piattaforma con il rilascio dell’ autorizzazione Integrata Ambientale (Aib), ma oltre all’utilizzo di una nuova e più avanzata apparecchiatura per la raffinazione dei materiali (secondo la Regione «innovativo rispetto a quello esistente»), quasi nulla è cambiato.
L’autorizzazione consente alla Semataf di trattare esclusivamente i rifiuti prodotti in Basilicata, vietando di «smaltire o stoccare, anche in via provvisoria, rifiuti provenienti da altre regioni o nazioni.
«Quantitativamente parlando - continua il sindaco - i rifiuti speciali che arrivano annualmente sono in media 5 mila tonnellate nel complesso. Di questi, dopo aver separato il solido dal liquido, mille e 600 circa restano in discarica. Il resto, cioè la parte liquida, viene trasportato al Tecnoparco di Pisticci per la depurazione. Naturalmente la quantità dei rifiuti che arrivano dipende molto dalle commesse dei vari impianti».
Un contenitore di rifiuti speciali di non poco conto, dunque, che fa accendere un campanello d’allarme ambientale. Ma, assicura il sindaco, finora non è stato avvertito alcun disagio, né tantomeno sono stati riscontrati danni ambientali.
«I controlli effettuati non solo dal Comune- dice Caporeale - ma anche dai Noe, dall’Asl e dall’Arpab, oltre ai dati metereologici effettuati dalla Semataf, fino ad oggi non hanno dato riscontri negativi». Ma, visto che sempre di petrolio e di rifiuti speciali si tratta, le associazioni ambientaliste invitano i cittadini residenti a mantenere sempre alta la guardia
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