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Ortona, il Centro oli Eni è «pericoloso» I medici in municipio

ORTONA. «Ho ribadito il nostro fermo no, senza se e senza ma, a questo insediamento in un’area abitata». Parole di Fabio Di Stefano, portavoce di 88 dirigenti della Asl Chieti-Ortona, nel corso di un incontro avuto in municipio con il sindaco Nicola Fratino.
23 febbraio 2008
Fonte: Il Centro

- I medici hanno sottoscritto un documento in cui si esprime viva preoccupazione per l’impatto ambientale dell’insediamento Eni su un comprensorio di notevole pregio paesaggistico e vitivinicolo, a 800 metri in linea d’aria dal mare. Nel corso dell’incontro, Fratino ha ribadito che la salute pubblica resta al primo posto in ogni discorso e considerazione. Posizione condivisa da Di Stefano, il quale auspica un confronto con i tecnici che hanno dato parere favorevole al progetto.

ORTONA. Si è tenuto in municipio un incontro tra il sindaco Nicola Fratino e Fabio Di Stefano, portavoce degli 88 dirigenti medici della Asl Chieti-Ortona che hanno sottoscritto il documento in cui si esprime grande preoccupazione sull’impatto ambientale del Centro oli dell’Eni. «Ho ribadito il nostro fermo no, senza se e senza ma, a questo insediamento in un’area abitata, oltre che di notevole valore paesaggistico e vitivinicolo, a 800 metri in linea d’aria dal mare», dichiara Di Stefano, «tale insediamento pone, secondo noi, delle problematiche in termini di ricadute sulla salute, oltre che di impatto ambientale, sulla produzione agricola specializzata e sul turismo. Da medici, vogliamo soltanto considerare le ricadute sulla salute pubblica».

Durante l’incontro, Fratino ha ribadito che la salute pubblica resta al primo posto in ogni discorso e considerazione. «E’ stato un incontro preliminare», dice il sindaco, «ma sui dubbi di natura ambientale e di salute il Comune può fare ben poco, nel senso che le autorizzazioni su questi aspetti sono state rilasciate da altri enti. Ho sottolineato che, in questo caso, il Comune non può essere l’interlocutore diretto, fermo restando che la salute dei cittadini resta al primo posto».

Secondo Di Stefano, questa visione della questione è condivisibile. «Un confronto deve essere aperto al più presto con i tecnici che hanno dato parere favorevole dal punto di vista sanitario in modo, a mio giudizio, generale e aspecifico, fissando una serie di condizioni e prescrizioni basandosi più su norme e regolamenti che su un approccio scientifico di un problema molto complesso», sottolinea, «per questo mi farò promotore di una serie di iniziative congressuali patrocinate dall’associazione medici per l’ambiente-Isde Italia, di cui faccio parte, a livello locale, regionale e nazionale circa la tutela dell’ambiente per il diritto alla salute».

Sul fronte politico, per Fratino l’unico modo per dare una risposta a chi protesta per il sì o per il no è quello di riportare il Centro oli in consiglio comunale, unica sede deputata a prendere decisioni per la città. «Qualora i consiglieri non se la sentissero, si ricorra al referendum», dice Fratino, «tornare in consiglio è comunque l’unico modo per rispondere a chi è contro il Centro oli senza se e senza ma». (s.f.)

Centro oli: opportuna la denuncia dei medici Asl
“Comprendo e condivido le motivazioni e i timori che hanno spinto tanti colleghi medici a pronunciarsi per chiedere rispetto per problematiche legate alla salute pubblica, prioritarie nei confronti di aspetti economici che a consuntivo non sarebbero affatto vantaggiosi per un territorio che ha saputo creare una vitivinicoltura di avanguardia in Italia e un turismo di eccellenza”.

È quanto afferma il capogruppo IdV al Consiglio regionale, Bruno Evangelista, in merito alla denuncia dei medici della Asl Chieti-Ortona che si oppongono alla realizzazione del Centro Oli, unendosi alle altre categorie di agricoltori, ambientalisti e cittadini del territorio. “Il documento prodotto –spiega il capogruppo IdV - , corredato da una abbondante bibliografia puntuale ed aggiornata, può essere uno strumento di utile riflessione per tutti coloro che fino ad oggi tendono a minimizzare l’impatto di questo impianto per l’ambiente e la popolazione consequenziale alla emissione in atmosfera di agenti inquinanti.

”Se c’è convincimento politico – aggiunge Evangelista - per addivenire ad una soluzione concreta uno degli strumenti efficaci, torno a ribadire, è quello della istituzione in tempi rapidi della Riserva naturale; per la quale è già pronto un apposito progetto di legge. Ciò non esclude di adire tutte le opportunità utili a centrare l’obiettivo per scartare l’ipotesi della realizzazione di un impianto che andrebbe ad insediarsi in un’area, di fatto metropolitana, e di cui gli amministratori del territorio, con l’esclusione del sindaco Fratino, avvertono la piena drammaticità“.

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