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Egregio presidente Casini, durante la trasmissione televisiva Ballarò del 16 aprile scorso lei, parlando dei problemi energetici, ha nuovamente fatto riferimento al "caso Brindisi" per la vicenda dei rigassificatori.
20 aprile 2008 - Giorgio Sciarra
Fonte: Repubblica

No al Rigassificatore a Brindisi La citazione lo ha fatto percepire come una presa di posizione anomala da parte delle popolazioni e dei suoi rappresentanti. Questo, se ci permette, non risponde assolutamente a verità. Casomai le anomalie - intese come irregolarità e anormalità - sono rappresentate da aspetti ben diversi. Durante la sua venuta a Brindisi per l´appuntamento elettorale ci siamo premurati di farle pervenire una lettera, la stessa che le inviammo nel febbraio scorso a seguito di un suo analogo intervento nella trasmissione Annozero e che temevamo non fosse stata portata alla sua conoscenza.

Pochi giorni dopo, un nostro rappresentate veniva contattato telefonicamente dalla sua segreteria che ci assicurava la ricezione della lettera e del suo esplicito impegno ad approfondire l´argomento. Non ci pare che questo sia avvenuto. La questione del contestato impianto è stata considerata dai responsabili delle forze politiche di vitale importanza per il futuro del nostro territorio, tanto che i consigli comunale e provinciale di Brindisi e quello della Regione Puglia hanno ripetutamente votato all´unanimità ordini del giorno che esprimevano un irreversibile rifiuto del rigassificatore per la sua assoluta incompatibilità ambientale e sociale.

Riteniamo che l´anomalia non stia nel fatto che parti politiche avverse abbiano, di concerto, assunto la decisione di tutelare il territorio, bensì nel non volerne, caparbiamente e arrogantemente, tenere conto. Il progetto relativo al rigassificatore era stato autorizzato a seguito di un procedimento amministrativo viziato da gravi illegalità e segnato da comportamenti che hanno giustificato l´apertura di un inchiesta penale sfociata nell´arresto di amministratori e imprenditori locali nonché di qualificati manager della società costruttrice Brindisi Lng/British Gas e nel sequestro della zona destinata ad ospitare l´impianto.

Tale procedimento penale è ancora in corso, ma ha già messo vistosamente in rilievo fatti pacifici e comportamenti documentati dai quali non si può prescindere: una scelleratezza che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini perché il rigassificatore dovrebbe sorgere nel porto di Brindisi, a ridosso del centro abitato e in una zona densa di impianti pericolosi e dichiarata a rischio di crisi ambientale. Un misfatto sotto il profilo morale, ribadiamo, perché il procedimento autorizzativo è stato viziato da falsità, corruzioni e intrighi emersi dalla citata inchiesta penale.

Torniamo a pregarla, presidente Casini, di trovare il tempo per verificare, attraverso attendibili canali istituzionali, la fondatezza dei fatti (ribadiamo: la loro interpretazione è altra cosa) che le abbiamo riferito per evitare una prossima volta che Brindisi possa essere intesa come un esempio di irresponsabilità civile, politica e sociale. La nostra popolazione è soltanto vittima di una politica errata i cui risultati negativi sono con ogni evidenza sotto gli occhi di tutti. Vorremmo voltare pagina.

a nome delle comitato "No al rigassificatore"

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