L'allarme sulla diossina ignorato dagli eurodeputati

Fonte: Repubblica 4 ottobre 2009, pagina 20, sezione: BARI

Nel 2001 la Commissione Europea inviò ai parlamentari europei una importante comunicazione in cui si legge che "l' esposizione a diossine e a PCB diossino-simili supera la dose tollerabile settimanale (TWI Tolerable Weekly Intake) e la dose tollerabile giornaliera (TDI Tolerable Daily Intake) in parte considerevole della popolazione europea". La comunicazione è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 17 novembre 2001 ed è rivolta anche al Consiglio Europeo e al Comitato Economico e sociale. E' conosciuta dagli esperti come "strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati" e come tale dovrebbe essere conosciuta anche dagli europarlamentari se non fosse che quelli italiani, ammesso che l' abbiano letta, non sembrano averci prestato la dovuta attenzione. E come abbiamo fatto a scoprire questa storia?
Navigando casualmente su Internet. E' una vicenda tutta italiana di omissioni. Infatti un europarlamentare attento e perspicace avrebbe subito compreso che quella comunicazione esigeva un'amplificazione sui media e presso l' opinione pubblica. Vi si legge infatti che "i prodotti della pesca ed altri prodotti di origine animale rappresentano circa l' 80% delle fonti di contaminazione" e che "le autorità di regolamentazione hanno esternato timori per gli effetti negativi che l' esposizione a lungo termine a quantità anche infinitesimali di diossine e PCB può produrre sulla salute umana e sull'ambiente". L'europarlamentare che si fosse informato un po' di più avrebbe imparato che l'impianto di sinterizzazione di minerali ferrosi più grande d' Europa è ubicato in Italia e precisamente a Taranto. E avrebbe saputo che in Italia ospitiamo la più grande fonte di emissione industriale di diossine e furani d' Europa. Occorreva informare gli abitanti di quella disgraziata città. Ma nulla è stato fatto e nessuno ha mai comunicato ai tarantini che correvano un rischio concreto. A Taranto si facevano pascolare le pecore e le capre attorno all' impianto che effettuava la "sinterizzazione" e i consumatori, ignari di tutto, consumavano i prodotti contaminati da diossine, furani e PCB. Eppure la comunicazione che gli europarlamentari avevano avuto in mano a pagina 11 sottolineava l'esigenza di sensibilizzare l' opinione pubblica con "informazioni affidabili, accurate, chiare e comprensibili". Non solo. Se gli europarlamentari avessero continuato a sfogliare avrebbero letto: "Non basta semplicemente informare l' opinione pubblica: occorre anche coinvolgerla affinché contribuisca in modo attivo alla prevenzione delle emissioni di sostanze contaminanti nell' ambiente". Siamo nel novembre del 2001 e a quella data nessuno a Taranto aveva mai sentito parlare di diossina in relazione all' impianto di sinterizzazione dell'Ilva che ne emetteva in quantità "industriali". Occorrerà aspettare il 2005 per sapere che a Taranto c' è diossina. E a dirlo non è un europarlamentare o uno dei ministri. E' un'associazione di volontariato che scopre i dati di emissione relativi alla diossina.

ALESSANDRO MARESCOTTI
associazione Peacelink

Articoli correlati

  • ILVA, una lotta durata 18 anni
    Ecologia
    Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinanti

    ILVA, una lotta durata 18 anni

    La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.
    27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Tribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
    Taranto Sociale
    Rassegna stampa

    Tribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute

    Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.
    27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • ILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
    Ecologia
    Il decreto del Tribunale civile di Milano

    ILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori

    Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.
    26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • La priorità dimenticata: salvare vite umane
    Editoriale
    La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di Taranto

    La priorità dimenticata: salvare vite umane

    In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.
    22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)