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Manifesto per un New Deal europeo

24 maggio 2014 - Nicola Vallinoto

logo dell'ICE New Deal 4 Europe

Il 7 marzo 2014 la Commissione Europea ha dichiarato ammissibile una nuova Iniziativa dei cittadini europei denominata “New Deal 4 Europe - Per un Piano Europeo Straordinario per lo Sviluppo Sostenibile e l'Occupazione” presentata da una ampia coalizione europea di organizzazioni federaliste e sindacali, movimenti della società civile e associazioni di enti locali e sindaci di grandi città, personalità del mondo della cultura. L'iniziativa si propone di offrire una via di uscita alla crisi economica, sociale e, soprattutto, politica che sta colpendo l'Europa. La proposta messa in campo vuole porre fine all'Europa della disoccupazione, del lavoro precario e sottopagato, del taglio delle protezioni sociali, della povertà crescente, del declino economico e sociale con un cambio netto nelle politiche dell'Unione Europea, verso un'Europa della solidarietà sociale, dello sviluppo sostenibile, della democrazia partecipativa.

Un milione di cittadini europei di almeno sette paesi UE possono chiedere alla Commissione europea un provvedimento legislativo che realizzi il Piano, metta fine alla crisi, cambi l'Europa e ci restituisca la speranza. Come ci ha ricordato Francesco Gesualdi, coordinatore del Centro nuovo modello di sviluppo, invitando a sottoscrivere l'iniziativa sul sito www.newdeal4europe.eu : ”dobbiamo farlo perché ce lo chiedono i disoccupati, perché ce lo chiedono i giovani e perchè ce lo chiede il pianeta che è la casa di noi tutti e dei figli che verranno".

A sostegno dell'iniziativa dei cittadini europei “New Deal 4 Europe” sono scesi in campo intellettuali e uomini politici che hanno sottoscritto il seguente appello.

 

MANIFESTO PER UN NEW DEAL EUROPEO

Per un Piano Europeo Straordinario per lo Sviluppo Sostenibile e per l'Occupazione

 

Sono trascorsi sei anni, ma la grave crisi che l'Europa sta attraversando non è superata. L'Euro, pilastro del mercato unico, non è ancora al sicuro. Il rischio di una rinazionalizzazione delle politiche economiche, disastrosa per l'economia e per il welfare di ciascuno dei Paesi dell'Unione, nessuno escluso, è un rischio grave e reale.

Il rigore di bilancio su cui hanno puntato i governi, pur necessario per affrontare la crisi del debito, anche per l'eccessiva compressione dei tempi di attuazione ha avuto l'effetto di aggravare la spirale depressiva, compromettendo lo stesso obiettivo del risanamento. Occorre pensare in termini nuovi. Accanto al completamento del mercato unico, specie nel comparto fondamentale dei servizi, si deve ormai con urgenza porre mano ad un Piano straordinario che faccia ripartire lo sviluppo. Uno sviluppo sostenibile, fondato sulla realizzazione di infrastrutture europee, sulle nuove tecnologie, sulle nuove fonti di energia, sulla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale, sulla ricerca di punta, sull'istruzione avanzata e sulla formazione professionale.

Un tale Piano deve innanzitutto promuovere l'occupazione con un volume di risorse destinate ad investimenti in beni pubblici europei tale da generare alcuni milioni di posti di lavoro, in particolare in quei Paesi nei quali l'emergenza sociale della disoccupazione di massa ha raggiunto livelli allarmanti, tali da mettere a rischio le stesse democrazie.

Queste risorse finanziarie aggiuntive si possono ottenere mobilitando risorse proprie dell'Unione (quali ad esempio una tassa europea sulle transazioni finanziarie e una tassa sulle emissioni di carbonio), capitali privati (con Project bonds europei) e risorse messe a disposizione dalla Banca Europea per gli Investimenti.

La cooperazione intergovernativa si è rivelata del tutto insufficiente. Il Parlamento europeo si sta muovendo, anche in vista delle elezioni del 2014. Ma per dare una spinta decisiva a un processo troppo lento occorre che si levi finalmente una voce dai cittadini europei.

Di qui l'importanza della proposta, avanzata da un ampio schieramento di forze, dai movimenti federalisti ed europeisti, dai sindacati e da numerose associazioni della società civile di una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), sulla base del Trattato di Lisbona (art. 11) per un Piano europeo straordinario per lo sviluppo sostenibile e per l'occupazione (www.newdeal4europe.eu). Questa proposta merita di essere sostenuta con forza.

L'integrazione europea è stato il grande contributo di civiltà che l'Europa ha offerto al mondo, dopo che per sua responsabilità per due volte esso si era lacerato con due sanguinose guerre mondali. Il processo di unione ha assicurato all'Europa la pace per oltre 60 anni e il raggiungimento di un benessere senza precedenti nella storia. Ha costituito un modello per l'intero pianeta.

Ora tutto questo è a rischio. I cittadini imputano la responsabilità della crisi all'Europa che è percepita come un ostacolo, come una fonte di disuguaglianza tra i cittadini e tra gli Stati, non più come una speranza per il nostro futuro. Il ritorno del nazionalismo può essere contrastato solo se i cittadini pretenderanno che l'Europa dimostri di saper rispondere ai loro bisogni. E' dunque venuto il tempo di aprire le vie ad una presenza attiva dei cittadini europei nel mondo di oggi e di domani.

 

Primi firmatari(*): Michel Aglietta, Michel Albert, Ulrich Beck, Josep Borrell, Mauro Ceruti, Don Luigi Ciotti, Daniel Cohn Bendit, Enrique Barón Crespo, Roberta De Monticelli, Matilde Fernández, Monica Frassoni, Emilio Gabaglio, Sylvie Goulard, Olivier Giscard d'Estaing, Ramón Jáuregui, Pascal Lamy, Jo Leinen, Henry Malosse, Norbert Mappes-Niediek, Robert Menasse, Yves Mény, Claus Offe, Paul Oriol, John Palmer, Romano Prodi, Javier Rojo, Gesine Schwan, Salvatore Settis, Dusan Sidjanski, Barbara Spinelli, Tzvetan Todorov, Carlos Westendorp.

Sottoscritto dai seguenti candidati alla Presidenza della Commissione europea(*): José Bové, Ska Keller, Alexis Tsipras, Guy Verhofstadt.

 

(*) Nota: Claude Juncker, candidato del PPE, ha risposto all'appello dichiarando di non volersi impegnare per una questione di principio in quanto il programma politico della prossima Commissione sarà deciso alla luce dei risultati delle elezioni europee.. Martin Schulz, candidato del PSE, non ha sottoscritto il manifesto pur sostenendo le proposte contenute nell’iniziativa dei cittadini europei (Video di Martin Schulz: https://www.youtube.com/watch?v=WTOtjDqnD9w ). Pubblichiamo di seguito la risposta della sua segreteria:

Come gia sapete, la nostra famiglia del PSE crede fermamente nella forza dello strumento dell’Iniziativa dei cittadini europei, quale mezzo per completare e rafforzare le forme di partecipazione alla democrazia europea. E’ uno strumento di partecipazione promosso dal nostro partito, in particolare attraverso il lavoro del presidente delle donne del PSE, On. Gurmai, che in qualità di correlatrice ha dato un importante apporto all’adozione dell’iniziativa dei cittadini europei (ICE).

Al fine di migliorare la credibilità dell’UE, è necessario rafforzare i diritti democratici dei cittadini europei e l’ICE è uno strumento che rinforza il loro coinvolgimento e la loro partecipazione. Grazie a questo strumento, i cittadini possono rivolgersi direttamente alla Commissione europea per presentare una proposta legislativa. Inoltre l’ICE potrebbe incoraggiare il dibattito europeo sviluppando l’interesse dei cittadini e la conoscenza delle stesse politiche europee.

Apprezziamo molto e sosteniamo sinceramente la vostra iniziativa, che rientra largamente nelle proposte presentate nel manifesto del PSE per le elezioni europee del 2014 e con le stesse priorità politiche che abbiamo promosso negli ultimi cinque anni con le nostre attività parlamentari. Come ben sapete il PSE e l’On. Schulz sin dall’inizio della crisi sono impegnati per rilanciare la crescita, gli investimenti e porre fine alle politiche di austerità che hanno portato alla disoccupazione milioni di europei.

Allo stesso modo però crediamo che l’ICE debba rimanere uno strumento in mano ai cittadini. Considerando che siamo in un delicato periodo elettorale, temiamo che l’esplicita adesione ad una specifica ICE dell’On. Schulz in qualità di Candidato alla Presidenza della Commissione europea condiviso da diverse forze, potrebbe essere strumentalizzata da qualcuno. Dunque mentre sosteniamo fortemente le proposte contenute nella vostra iniziativa “New Deal 4 Europe”, riteniamo che non sarebbe appropriato per l’On. Schulz aderire formalmente in questo delicato momento della campagna elettorale.

Ci pare superfluo ricordare che, come Presidente della Commissione europea, le priorità dell’On. Schulz saranno il rilancio della crescita e dell’occupazione attraverso investimenti che possano mettere fine alle politiche di austerity. Allo stesso modo è inutile sottolineare che rimane un fermo sostenitore dell’utilizzo dello strumento dell’ICE in quanto strumento democratico che avvicina i cittadini ai processi decisionali europei.

Vi auguriamo il miglior successo nella conduzione della campagna della vostra ICE.”

Note:

- Elenco dei candidati al Parlamento europeo che hanno risposto all'appello per un New Deal europeo:
http://www.newdeal4europe.eu/en/supporters2014

- Il testo dell'iniziativa dei cittadini europei "New Deal 4 Europe" registrata alla Commissione europea:
http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/initiatives/ongoing/details/2014/000002

- L'iniziativa dei cittadini europei "New Deal 4 Europe" si può sottoscrivere anche online, con la carta d'identità o il passaporto a portato di mano, direttamente dal sito della Commissione:
https://ec.europa.eu/citizens-initiative/REQ-ECI-2014-000001/public/index.do?lang=it
oppure passando dal sito della campagna e cliccando su "Firma qua":
http://www.newdeal4europe.eu

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