evento

Gli arrabbiati del Battibecco. Bologna 1962

19 novembre 2022
ore 17:00 (Durata: 4 ore)

Gli arrabbiati del Battibecco. Bologna 1962 a cura di Pasquale Fameli Studio La Linea Verticale – Arte Contemporanea Via dell’Oro 4/B | 40124 – Bologna www.studiolalineaverticale.it  info@studiolalineaverticale.it +39 392 0829558 | +39 335 6045420 Date di apertura: dal 19 novembre 2022 al 14 gennaio 2023 Preview stampa: 18 novembre, ore 18-21 Inaugurazione: 19 novembre, ore 17-21 «Gli arrabbiati del Battibecco» è la denominazione sotto la quale gli artisti Maurizio Bottarelli (1943), Alberto Colliva (1943) e Franco Filippi (1942-2015) hanno esordito a Bologna nel 1962, in uno spazio espositivo autogestito che gli ha permesso di imporsi all’attenzione della critica e del pubblico. A sessant’anni esatti di distanza, lo Studio la Linea Verticale intende ricordare quel singolare episodio riproponendo le opere di allora, ma con lo spirito e i mezzi di oggi. Con questo progetto, la galleria riconferma quindi il proprio impegno sull’arte emergente, ma attraverso un ribaltamento cronologico che riporti i visitatori indietro nel tempo. L’idea di questa mostra nasce dall’interesse che la galleria ha sviluppato sin da subito per l’opera di Alberto Colliva, presente tra gli artisti della collettiva inaugurale. La mostra si compone di quasi una ventina di opere, molte inedite, provenienti direttamente dagli artisti, ad eccezione di una Testa di Bottarelli gentilmente prestata dal Patrimonio artistico del Gruppo Unipol. La presenza di questa tavola in mostra è di particolare importanza, perché si tratta di una delle opere esposte dall’artista nella seconda mostra del gruppo del Battibecco, come confermano anche alcune fotografie inedite dell’epoca recuperate per l’occasione. La curatela della mostra è affidata a Pasquale Fameli, critico d’arte e docente dell’Uni-versità di Bologna che negli ultimi anni ha dedicato numerosi studi agli artisti del territorio. Per l’occasione è stato realizzato un catalogo, edito da Danilo Montanari, con un saggio del curatore che ricostruisce l’attività dei tre artisti nei primi anni Sessanta e che raduna una selezione delle opere presenti in mostra.

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