
EFFETTI COLLATERALI dell'economia di guerra sulle nostre vite. Assemblea dibattito
Siamo in tante e tanti a non condividere l’aumento delle spese militari, che incide drammaticamente sulle nostre vite.
Crediamo che un'azione collettiva dal basso possa contrastare i signori della guerra, che, sordi alle rivendicazioni del mondo pacifista, stanno cercando di farci accettare la corsa agli armamenti, attraverso una vera e propria manipolazione delle informazioni.
Nasce da queste considerazioni la necessità di canalizzare le energie, per promuovere una reale azione collettiva che superi le differenze e ricrei unità nel mondo pacifista, mai come oggi disgregato, sia per ansia di protagonismo, che per visioni pacifiste poco ortodosse, perché legate a scelte di partito.
Abbiamo oggi più che mai l'urgenza di difendere la sanità, l’istruzione, la transizione ecologica, lo stato sociale, messi allo stremo dalla distrazione di fondi a vantaggio delle spese militari.
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Di questo parleremo per confrontarci e tirare le somme, a tre anni dall'inizio del conflitto russo ucraino, al quale si è aggiunto quello israelo-palestinese, senza dimenticare le tante guerre in corso nel mondo. Non ultima l'invasione del Congo da parte del Ruanda.
Guerre tutte figlie dei grossi interessi economici, della smania di potere e della corsa alle materie prime.
Di questo parleremo per opporci alla vergognosa propaganda di guerra, che si insinua nelle nostre vite, rendendoci impermeabili alla sofferenza dei popoli che le guerre le vivono sulla propria pelle.
Cosa possiamo fare noi pacifisti?
Continuare ad opporci alle logiche militariste, smettere di consumare parossisticamente, fare scelte consapevoli ogni giorno, boicottare, fare consumo critico.
Per i potenti siamo consumatori, clienti, utenti, pedine.
I signori della guerra giocano a Risiko sulla nostra pelle e soprattutto sulla pelle dei popoli sfruttati da sempre.
Non è facile, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.
Pertanto basta personalismi ed autoreferenzialità, specialmente nel movimento, che si divide mitoticamente, ma senza le grandi potenzialità dei processi mitotici, che fanno corpo unico.
Il movimento si frammenta e perde l'energia che solo un'azione collettiva può dare.
Vediamoci mercoledì 19 febbraio, finalmente in assemblea.
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