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L'acqua non si privatizza

24 giugno 2005
ore 16:30

Il 23 novembre 2004 la Regione Campania e 136 Comuni delle province di Napoli e Caserta (Ato2) hanno deciso di privatizzare l’acqua e con delibera del 30 dicembre 2004 hanno ceduto a ENIAcqua Campania S.p.A, oggi Acqua Campania S.p.A, le fonti e le grandi infrastrutture idriche.
In questi mesi i cittadini hanno chiaramente espresso la loro contrarietà alla scelta di gestione privata dei rubinetti avendo imparato dall’esperienza di altri Paesi del mondo e di alcune Regioni italiane che
l’ingresso dei privati nella gestione di un bene primario come l’acqua comporterà:

• aumento delle tariffe,
• minore tutela della qualità dell’acqua,
• perdita di posti di lavoro nel settore,
• rischio per i più poveri di vedersi negato il diritto all’acqua.

Le istituzioni campane sono rimaste del tutto sorde alle proteste ed il 30 giugno p.v. assegneranno la gestione del Servizio Idrico Integrato (S.I.I.) alla multinazionale che si aggiudicherà la gara.
I comitati civici, i lavoratori del settore, le associazioni, i movimenti chiamano i cittadini a mobilitarsi e a partecipare
Per rivendicare con forza

- Il ritiro della delibera e il blocco del bando di gara,
- Una gestione completamente pubblica dei servizi idrici,
- La ripubblicizzazione delle infrastrutture (come gli acquedotti) che la giunta regionale ha già venduto alla multinazionale ENIAcqua (oggi Acqua Campania).

Per maggiori informazioni:
Comitati Civici in difesa dell’Acqua di Napoli – Caserta e Provincie
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