mostra fotografica

mostra: le guerre dimenticate

5 aprile 2006
ore 09:07

Tema:
Le guerre dimenticate
Le guerre dimenticate con i drammi le violenze, ed i morti che ne scaturiscono, non fanno notizia, sono tutte vittime dimenticate in luoghi e popoli ignorati dai media, genocidi con cifre impressionanti. Ciò è un’omissione pericolosa verso l’umanità, perché “il silenzio è il miglior alleato della violenza” sono migliaia i morti che le TV ignorano, migliaia le stragi dimenticate, le fosse comuni, le torture atroci, le violenze sommarie, gli stermini razziali di massa; per i media è comodo farle cadere nel vuoto, a causa degli interessi politici ed economici che dettano la priorità delle notizie e degli argomenti da infondere, lo spazio concesso a crisi umanitarie che avvengono nei paesi più poveri o isolati di questo pianeta è scarso, paragonabile ad uno spazio concesso da gretti meschini. I mezzi d’informazione sprecano parole e parole per un’infinità di scadenti idiozie e argomenti di trita superficialità paragonabili all’insensatezza, all’ottusità, ma non il dramma che vivono popolazioni intere, ricche di una propria cultura intrinseca, tramandata da generazioni.
Si tratta delle guerre dimenticate che non fanno più notizia per i mezzi di comunicazione e che soprattutto in Africa si combattono da sempre, guerre ormai cronicizzate che continuano a mietere vittime senza che nulla o quasi si faccia per contribuire ad una soluzione seria e definitiva.
Il silenzio uccide più di tutte le guerre, le parole hanno senso soprattutto se vengono usate per aiutare, testimoniare, riflettere, trovare soluzioni a ferite visibili ed invisibili di popolazioni inermi, l’amplificazione delle parole, parole che scaturiscono spontanee da ciò che i nostri occhi vedono e le nostre coscienze registrano.
Noi pensiamo che trovare “normale” tutto questo significhi “dimenticare” e che dimenticare non sia ne giusto ne rispettoso. Non solo: dimenticare significa rischiare di ripetere, dimenticare significa chiudere un’altra volta le orecchie e gli occhi, dimenticare significa voltarsi da un’altra parte, significa non guardarsi le mani sporche di sangue, significa dire “non mi riguarda”, e invece di nuovo ci riguarda.
Noi vorremmo con questa mostra, da questo punto d’osservazione diffondere emozioni, commenti, denunce, speranze, grida di dolore, finché non saranno rotti tutti i silenzi e altre voci, altre storie avranno diritto di essere ascoltate e comprese.

Dallo Statuto delle Nazioni Unite (ONU) del 24 ottobre 1945:

Noi Popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità, a riaffermare le fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole …..…......

E’ evidente che ci siamo dimenticati di: Angola, Burundi, Ciad, Costa d’Avorio, Etiopia, Ciad, Nigeria, Congo, Somalia, Sudan, Uganda, Iraq, Palestina, Algeria, Saharawi, Colombia, Perù, Kurdistan, Birmania, Filippine, Kashmir, Indonesia, Nepal, Sri Lanka, Afghanistan, Cecenia, Inguscezia e Daghestan, Georgia, Waziristan, ………………..

Sezione A.N.P.I. di Lastra a Signa

Per maggiori informazioni:
Leonardo Di Capua
055 8721240 oppure 347.8298858
Aggiungi a calendario: Google - Outlook - Apple - Altri

Prossimi appuntamenti

Ricerca eventi

Ricorrenze del giorno

  • Anno 1963: Papa Giovanni XXIIII proclama la Pacem in Terris, con una dura condanna alla guerra.

Dal sito

  • Taranto Sociale
    Lavoratore licenziato, per il ministero del Lavoro le informazioni non sono sufficienti

    "Abbiamo fornito spiegazioni"

    “ArcelorMittal conferma di aver fornito al ministro Orlando le spiegazioni richieste riguardo al licenziamento dell’operaio di Taranto”. Così ArcelorMittal in una nota. Il Consiglio comunale di Taranto ha approvato un ordine del giorno nel quale chiede la revoca del licenziamento.
    9 aprile 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
  • Editoriale
    Il post era ritenuto "lesivo" dell'immagine aziendale

    Esprimiamo solidarietà al lavoratore licenziato da ArcelorMittal

    Aveva condiviso sui social network un post che invitava a vedere la fiction "Svegliati amore mio". Dispiacerebbe se in questa vicenda lo Stato rimanesse assente, mentre dichiara di essere presente al 50% nella compagine aziendale.
    9 aprile 2021 - Associazione PeaceLink
  • Pace
    Confine Iraq-Siria

    Riunite con i loro bambini “futuri terroristi”, le donne yazidi vengono ripudiate

    Gli anziani yazidi rinnegano i figli delle ex schiave dello Stato islamico, costringendole a scegliere tra i loro bambini e la loro comunità
    9 aprile 2021 - Martin Chulov e Nechirvan Mando ad Arbil
  • Processo Ilva
    La difesa ha rammentato che il gruppo Riva ha speso un miliardo di euro per investimenti ambientali

    Ilva: processo su disastro ambientale al rush finale

    La tesi forte dell’accusa è che Ilva solo sulla carta ha messo gli investimenti necessari a ridurre l’inquinamento dell’acciaieria, mentre nella realtà o non è stato fatto nulla oppure alcuni interventi sono stati dilazionati di molti anni nonostante vi fosse l’urgenza di intervenire.
    9 aprile 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
  • Ecologia
    Parla Riccardo Cristello, lavoratore dello stabilimento siderurgico di Taranto

    ArcelorMittal: licenziato per post, “mi è caduto mondo addosso”

    “Sono rimasto sbigottito. Mai avrei immaginato una cosa del genere. Ho fatto solo un copia incolla e ho condiviso. Non è un mio pensiero ma l’azienda ritiene invece che quello che è stato postato sia oltraggioso e lesivo”. Il post invitava a vedere la fiction 'Svegliati amore mio'.
    9 aprile 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)