Soccorrere le vittime della guerra, l'ospedale di Medici Senza Frontiere ad Amman in Giordania

L’ospedale accoglie persone provenienti da Palestina, Siria, Iraq e Yemen e adotta un percorso integrato che combina chirurgia ricostruttiva (anche con tecnologie 3D), riabilitazione fisica e supporto psicologico, fino al reinserimento sociale.
Per il 2026, le attività dell’ospedale saranno sostenute da OTB Foundation attraverso il progetto “L’Ospedale di tutte le guerre”, che finanzia gli interventi di chirurgia, riabilitazione e salute mentale.
Arianna Alessi (Vicepresidente OTB Foundation) ha sottolineato l’importanza di garantire continuità a un modello di cura multidisciplinare. Stefano Di Carlo (Direttore Generale MSF) ha ricordato che la ricostruzione fisica e quella psicologica sono parte dello stesso percorso. Ahmad Mahmoud Al Salem, psicologo MSF presso l’ospedale, ha evidenziato il ruolo essenziale del supporto mentale nella presa in carico.
“La guerra non ferisce solo la pelle, ma l’anima. All’interno dell’ospedale, il nostro compito come psicologi è ricucire quel filo spezzato che lega la persona alla sua identità. Accompagniamo i pazienti in un cammino di rielaborazione del trauma, fondamentale per il successo dell’intero percorso di cura”, aggiunge il dottor Ahmad Mahmoud Al Salem, psicologo di Medici Senza Frontiere presso il Reconstructive Surgery Hospital di Amman.
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