Brecht: poesie contro la guerra
ALCUNE POESIE DI BERTOLT BRECHT
[I testi seguenti abbiamo ripreso da Bertolt Brecht, Poesie di Svendborg, Einaudi, Torino 1976, nella traduzione di Franco Fortini: un libro che occorre aver letto.
Bertolt Brecht (1898-1956), scrittore, poeta, drammaturgo tedesco tra i maggiori del Novecento, nella sua opera e' rilevante l'impegno contro la guerra, contro il fascismo, contro l'oppressione sociale. Tra le opere di Bertolt Brecht segnaliamo in particolare l'utile volumetto per la scuola curato da Renato Solmi e dal Ccm di Torino: Bertolt Brecht, L'abici' della guerra, Einaudi, Torino 1975 e successive riedizioni. Ed ovviamente almeno le Poesie di Svendborg, sempre presso Einaudi, 1976 e successive riedizioni. Ma tantissime altre sue opere occorrerebbe citare qui, tutte in Italia edite da Einaudi. L'intera opera in versi e' ora in Bertolt Brecht, Poesie, Einaudi, Torino 1999-2005, 2 voll. Opere su Bertolt Brecht: per un'introduzione cfr. il volume a cura di Roberto Fertonani, Per conoscere Bertolt Brecht, Mondadori, Milano 1970 e successive riedizioni]
Bertolt Brecht: Per chi sta in alto
Per chi sta in alto
parlare di mangiare e' cosa bassa.
Si capisce: hanno gia'
mangiato, loro.
Chi sta in basso deve andarsene dal mondo
senza aver mangiato
un po' di carne buona.
Per pensare di dove venga e dove
vada, chi e' in basso,
nelle belle serate,
troppo e' sfinito.
I monti e il mare grande
non li hanno ancora visti
che il loro tempo gia' e' passato.
Se chi e' in basso non pensa
alla bassezza, mai
potra' venire in alto.
*
Bertolt Brecht: Il pane degli affamati e' stato mangiato
Il pane degli affamati e' stato mangiato.
Non si sa piu' cos'e' la carne. inutilmente
e' stato versato il sudore del popolo.
Gli allori sono stati
tagliati.
Dalle ciminiere delle fabbriche di munizioni
sale fumo.
*
Bertolt Brecht: Quelli che portano via la carne dalle tavole
Quelli che portano via la carne dalle tavole
insegnano ad accontentarsi.
Coloro ai quali il dono e' destinato
esigono spirito di sacrificio.
I ben pasciuti parlano agli affamati
dei grandi tempi che verranno.
Quelli che portano all'abisso la nazione
affermano che governare e' troppo difficile
per l'uomo qualsiasi.
*
Bertolt Brecht: Chi sta in alto dice: pace e guerra
Chi sta in alto dice: pace e guerra
sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
sono come il vento e la tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
e' sopravvissuto.
*
Bertolt Brecht: Quando chi sta in alto parla di pace
Quando chi sta in alto parla di pace
la gente comune sa
che ci sara' la guerra.
Quando chi sta in alto maledice la guerra
le cartoline precetto sono gia' compilate.
*
Bertolt Brecht: Quelli che stanno in alto
Quelli che stanno in alto
si sono riuniti in una stanza.
Uomo della strada
lascia ogni speranza.
I governi
firmano patti di non aggressione.
Uomo qualsiasi,
firma il tuo testamento.
*
Bertolt Brecht: Sul muro c'era scritto col gesso
Sul muro c'era scritto col gesso:
vogliono la guerra.
Chi l'ha scritto
e' gia' caduto.
*
Bertolt Brecht: Chi sta in alto dice
Chi sta in alto dice:
si va alla gloria.
Chi sta in basso dice:
si va alla fossa.
*
Bertolt Brecht: La guerra che verra'
La guerra che verra'
non e' la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.
*
Bertolt Brecht: al momento di marciare molti non sanno
Al momento di marciare molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
e' la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
e' lui stesso il nemico.
*
Bertolt Brecht: Generale, il tuo carro armato e' una macchina potente
Generale, il tuo carro armato e' una macchina potente
spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere e' potente.
Vola piu' rapido d'una tempesta e porta piu' di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l'uomo fa di tutto.
Puo' volare e puo' uccidere.
Ma ha un difetto:
puo' pensare.
*
Bertolt Brecht: Quando la guerra comincia
Quando la guerra comincia
forse i vostri fratelli si trasformeranno
e i loro volti saranno irriconoscibili.
Ma voi dovete rimanere eguali.
Andranno in guerra, non
come ad un massacro, ma
ad un serio lavoro. Tutto
avranno dimenticato.
Ma voi nulla dovete dimenticare.
Vi verseranno grappa nella gola
come a tutti gli altri.
Ma voi dovete rimanere lucidi.
*
Bertolt Brecht: Mio fratello aviatore
Avevo un fratello aviatore.
Un giorno, la cartolina.
Fece i bagagli, e via,
lungo la rotta del sud.
Mio fratello e' un conquistatore.
Il popolo nostro ha bisogno
di spazio. E prendersi terre su terre,
da noi, e' un vecchio sogno.
E lo spazio che s'e' conquistato
sta sui monti del Guadarrama.
E' di lunghezza un metro e ottanta,
uno e cinquanta di profondita'.
*
Bertolt Brecht: Domande di un lettore operaio
Tebe dalle Sette Porte, chi la costrui'?
Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
Sono stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?
Babilonia, distrutta tante volte,
chi altrettante la riedifico'? In quali case,
di Lima lucente d'oro abitavano i costruttori?
Dove andarono, la sera che fu terminata la Grande Muraglia,
i muratori? Roma la grande
e' piena d'archi di trionfo. Su chi
trionfarono i Cesari? La celebrata Bisanzio
Aveva solo palazzi per i suoi abitanti? Anche nella favolosa Atlantide
la notte che il mare li inghiotti', affogavano urlando
aiuto ai loro schiavi.
Il giovane Alessandro conquisto' l'India.
Da solo?
Cesare sconfisse i Galli.
Non aveva con se' nemmeno un cuoco?
Filippo di Spagna pianse, quando la flotta
gli fu affondata. Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi
oltre a lui, l'ha vinta?
Una vittoria ogni pagina.
Chi cucino' la cena della vittoria?
Ogni dieci anni un grand'uomo.
Chi ne pago' le spese?
Quante vicende,
tante domande.
Analisi storico-letteraria
Bertolt Brecht ha scritto poesie contro la guerra che non si accontentano di condannare la violenza, ma ne smontano i meccanismi retorici e sociali. La sua posizione è quella del marxista che vede nella guerra un affare tra i potenti, combattuto con il sangue dei poveri.
La guerra come affare dei potenti
Uno dei nuclei tematici più ricorrenti nei versi brechtiani è la denuncia della guerra come strumento di classe. In poesie come I generali o Gli uomini in alto, Brecht mette in scena il cinismo di chi decide i conflitti senza subirne le conseguenze. Il popolo è carne da macello, e la retorica patriottica serve solo a mascherare interessi economici. Sia tra i vincitori che tra i vinti è sempre il popolo a patire la fame. Da qui l'invito a diffidare dei discorsi ufficiali: «Quando quelli in alto parlano di pace, il popolo sa che c'è guerra».
La guerra e i suoi effetti sui più fragili
Accanto alla critica politica, Brecht scrive una poesia antimilitarista che guarda alle vittime più indifese. I tre soldati e La crociata dei bambini (1939) sono testi pensati per un pubblico infantile, ma tutt'altro che rassicuranti: raccontano la distruzione della guerra e le sue conseguenze sulle generazioni future con una durezza che rifiuta ogni edulcorazione. È una scelta coerente con la sua idea di poesia come strumento di presa di coscienza.
Una voce necessaria
Leggere oggi le poesie contro la guerra di Brecht significa confrontarsi con una lucidità scomoda. Non offrono consolazione, né si limitano a deplorare la violenza: indicano i responsabili, smascherano i linguaggi che la giustificano, ricordano che la guerra è sempre qualcosa che «quelli in alto» fanno fare a «quelli in basso». In un'epoca in cui la propaganda torna a parlare di riarmo, i versi brechtiani restano un antidoto alla militarizzazione delle coscienze e un invito a guardare la retorica della guerra con occhi che non si lasciano ingannare.
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